Scrittore

Non c’è una sola cosa di cui Leonardo non abbia scritto. Un viaggiatore di appunti la cui grafia entrava in mash-up con il disegno. Pensatore, filosofo, inventore e pittore Leonardo è stato un coraggioso indagatore della conoscenza, la cui ricerca ha scrutato il mistero del sapere, le quali intuizioni hanno inventato il mondo.

Spinto dalla mia insaziabile curiosità, giunsi all’entrata di una grande caverna e subito sentì in me paura e desiderio. Paura per le tenebre intorno a me e desiderio di scoprire le meraviglie che esse celano” (Leonardo)

Non più mechanica ma liberalis, non più liberalis ma cosmos: il sapere del tutto.

Leonardo è stato un pittore che ha fatto pittura, ha fatto ingegneria ma non ha mai fatto l’ingegnere, ha fatto anatomia ma non è mai stato un medico, ha fatto botanica ma non è mai stato uno scienziato. Eppure, ha scoperto la prospettiva aerea. È stato il primo artista visivo a non avere collocazione ma non poteva averla, la sua compiutezza era nell’idea. Il Codice Atlantico è un’opera finita perché è lì che si concentra la sua ricerca e, come Michelangelo confluisce tutto nella Creazione di Adamo, Leonardo ci fa conoscere il mondo attraverso l’Uomo vitruviano: il teorema che summa il tutto:

la proporzione divina che si manifesta nell’uomo immesso nelle figure perfette del cerchio e del quadrato è il progetto di Dio che si manifesta nell’uomo quale proiezione della Sua idea, niente di più completo e rivelatore dove scienza, ricerca e bellezza inizieranno l’arte moderna.

Infatti le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità, si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo, perché si comprendono dalle cose che ha fatto. Essi dunque non hanno giustificazioni…”  (Romani)

Come definire l’opera di Weiwei, Hirst e Yayoi Kusama? Sono pittori? Installatori, architetti? Sono espositori? Qual è la loro indagine? Sono filosofi? Chi sono? Artisti visivi e sappiamo che è così. Leonardo è stato il primo espositore che ha rivoluzionato l’uomo nella sua definizione di ideatore, il quale non può fissarsi in un “canale”, anzi, forse in nessuno perché è un cosmo, un tutto semplicemente più piccolo.

Nella Scuola di Atene, forse la mia opera preferita, non ci sono pittori né scultori ci sono i pensatori, lo stesso Raffaello si pone tra i saggi. Un noto critico ha ipotizzato che se Leonardo avesse avuto uno smartphone non avrebbe prodotto opere. Forse. Io invece penso che il disegno e la scrittura siano state le peculiarità dell’artista dove l’etica della bellezza, che domina l’intero suo lavoro, non è stata più per il decoro delle committenze ma per l’indagine.

“…il quale dando principio a quella terza maniera che noi vogliamo chiamare la moderna… dette veramente alle sue figure il moto e il fiato…”   (Vasari)

Donato Arcella

Pubblicato da donatoarcella - spazi.lolli

Non sono un pittore, né un poeta, né uno sportivo, né un cineasta, né un filosofo, ma un espositore. (Arnulf Rainer) Siamo Donato Arcella e Rosangela Martino. Napoli 1976.

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