Apogeo

Apogeo. Il Rinascimento è stato l’apogeo delle arti visive, il corpo dell’artista diventa olimpico. Se la figura del pensatore ha avuto un ruolo, questo è stato nelle arti.

Il Rinascimento è stato il tempo dei grandi notai, dei grandi signori, dei grandi avvocati, dei grandi banchieri, la tavolozza era impregnata di educazione classica, ma sono gli artisti che toccano i vertici massimi esasperando gli occhi di committenti e addetti ai lavori, diventando famosi e rivoluzionari scienziati del pensiero. L’uomo smette di essere carne per diventare pensiero ed ecco che diventa aritmetica, legge, poesia, idea. L’uomo è pensiero, è la caratteristica che lo differenzia da tutte le cose. L’uomo è sapienza, conoscitore del mondo di cui ne è il centro. L’uomo è ragione, ragion d’essere perché in quanto tale è e per questo diviene, l’uomo è nobile perché creatura di Dio che l’ha creato a sua immagine.

L’Uomo vitruviano di Leonardo è il teorema che definisce il mondo, la Scuola di Atene è il manifesto dell’Umanesimo.

Non esiste affresco più bello, opera di un uomo moderno. Il pensiero giganteggia nel tempio della saggezza, siamo all’Università dove Leonardo ispira idee, Michelangelo è pensieroso e Raffaello ci guarda tra i saggi. Tutto e proiettato lungo le linee prospettiche dell’infinito dove l’occhio non raggiunge perché tanta è la sapienza, tanta è la bellezza e questa non manca perché Ideale. Solo qui la saggezza è un dono che ha senso, si completa nell’uomo senza miserie, perché qui l’uomo non adempie alle proprie miserie ma alle proprie virtù perché – fatti non foste a viver come bruti –

Euclide sta insegnando geometria.

Quell’Eden che l’uomo ha perso per egoismo lo ritroviamo qui in un ideale didattico, il cui bel “giardino” è un firmamento di astri nascenti che la storia ci consegna e non si perde, perché dove c’è coscienza c’è luce e il buio intorno non spaventa.

In Èden scorreva un fiume che irrigava il giardino e da là si divideva in altri quattro fiumi. Il primo si chiama Pìson; è quello che circonda l’intera regione di Avìla, dove si trova l’oro. L’oro di quella regione è buono…” (Genesi)

Donato Arcella

(Scuola di Atene, particolare, cartone di Raffaello Sanzio. 1509)

Pubblicato da donatoarcella - spazi.lolli

Non sono un pittore, né un poeta, né uno sportivo, né un cineasta, né un filosofo, ma un espositore. (Arnulf Rainer) Siamo Donato Arcella e Rosangela Martino. Napoli 1976.

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