Dai miei diari: Mundu Rua

Non è un ricordo lontano.

In un tempo storico dove imperavano Saviano e i “suoi” Lucariello e A67, nel sottobosco partenopeo c’erano i Mundu Rua: i cantori della città antica.

Mi sono sempre piaciuti i mondi incantati, e ancora legatissimo a Napoli, ero ritornato a studiare il Neoclassicismo, quella ripresa illuminista di un tempo lontano, perciò, erano frequenti i miei nostoi a Paestum insieme allo studio delle opere di David, Jean-Germain Drouais e Angelika Kauffmann fino agli sceneggiati di Franco Rossi come Eneide e Odissea. In quest’ultimo, del 1968, mi colpisce ancora la figura di Kira Bester il cui nome compare soltanto in questi titoli. Non si sa niente di questa attrice, che vivendo nel suo ruolo senza secolarità, Franco Rossi la “eternizza” in Calipso, la figlia di Atlante, la ninfa dai capelli d’oro innamorata di Ulisse.

Alla ricerca di nuova musica, dopo la ormai scomparsa di Mtv, durante il viaggio di nozze, mi giunse un sms di Mario dove mi invitava a Bacoli al concerto della sua nuova band, diversa dalle altre formazioni dove militava come batterista. Dalla Spagna, tornati a Napoli, io e Pinkey, fresca sposa, andammo al concerto.

Cominciarono e ne rimasi folgorato!!!

Senza i Mundu Rua non sarei ritornato a teatro a fotografare laboratori e non avrei diretto “Har” e “Hannah”, due piccoli video a cui sono molto legato. I Mundu Rua sono stati quelli che hanno ripreso Neapolis: la città greca, la Neapolis degli aedi, la Neapolis del mito e della letteratura. I Neoclassici. La Napoli del Grand Tour.

Nei Mundu Rua c’era musica, performance, letteratura e storia, nel mio immaginario ci vedevo anche qualcosa degli Osanna, per questo, un continuum con la “tradizione” d’avanguardia partenopea. Non dimenticherò mai la loro esibizione al Mojo Fest del 2013 nel cuore del Cilento. In terra greca Dario, Mario e una formidabile performer di cui non ricordo il nome, furono capaci di bloccare un’intera strada, furono la maggiore attrazione di quell’edizione. 

Qui sotto ho postato un estratto video di quell’esperienza.

Fu una gran bella estate, in tour con Pinkey, Manu e compagnia, verso Specchia, a Maglie, partecipavo ad una collettiva d’arte organizzata da Roberto e Debora, la tappa a Mojo fu di grande ispirazione.

Quel muro alle loro spalle, dove stesero il tappeto, è un muro antico.

Oggi Dario, purtroppo, canta solo attraverso le sue registrazioni, non siamo eterni, è una colpa reversibile.

Mi viene in mente Nostos di Franco Piavoli, e si: c’erano i Mundu Rua, i cantori della città antica, i cantori di Partenope, i rapsodi.

Donato Arcella

Pubblicato da donatoarcella - spazi.lolli

Non sono un pittore, né un poeta, né uno sportivo, né un cineasta, né un filosofo, ma un espositore. (Arnulf Rainer) Siamo Donato Arcella e Rosangela Martino. Napoli 1976.