Imàginem – mimèomai – idea
Sono esistiti uomini di grande ingegno. Attraverso loro abbiamo toccato i vertici, gli incanti, l’ideale come anche le ossessioni. I volti botticelliani, ad esempio, erano Simonetta per sempre. Il mondo antico così si è avvicinato di 500 anni, avevano raggiunto l’idealtà, dove l’umano smetteva di essere carne ed essere quello che veramente è: pensiero.
Poco più di 500 anni fa c’è stata un’Età dell’oro.
Non sappiamo poi cosa sia accaduto, non ci spieghiamo perché una tale era non sia più sorta, almeno dalle nostre parti. L’ideale è scomparso perdendo man mano il suo incanto e l’uomo, scavando, non ha fatto altro che trovare solo sé stesso.
Monna Lisa, Artemisia, Ofelia, Marilyn, Naomi, Kate, la Ragazza con il palloncino… ma l’idea poi ha perso la Bellezza? (forse in quella di Banksy no)
La Nascita di Venere è un disegno assoluto dove i mondi smettono di essere mentali per essere ideali, ma in qualche modo ancora disegno: carne. Raffaello, nella Scuola di Atene, dimentica il disegno, e sotto le gigantesche volte che lungo l’asse prospettico corrono verso l’infinito, il disegno svanisce per manifestare una Idealtà: una realtà dove l’uomo è scienza, filosofia, saggistica, storia. Non c’è sesso, non c’è inganno, né sofferenza ma pensiero: Bellezza.
Simonetta ora è assolutamente umana!
Poi il canto cominciò a farsi sempre più lontano, una Eco di tanto tempo fa. Dalla degenerazione dell’argento, del bronzo e del ferro, Simonetta non c’era più e la crisi, si fa oscena dove Procri, senza tempo, muore.
Donato Arcella
(Opera di Sandro Botticelli)