La fotografia

La fotografia e il film saranno la sola forma di pubblicazione in uso, e i poeti avranno una libertà fino ad allora sconosciuta. (Guillaume Apollinaire)

La fotografia è un’ombra.

È quando la luce che, colpendo un corpo, proietta quest’ultimo su una superficie ottenendo un’immagine. La fotocamera non fa altro che registrare tale proiezione, infatti, fotografia da phôs e graphè significa: scrivere con la luce. Oltre questo, è registrazione del tempo, è il binomio registrativo tra tempo e luce, quest’ultima veicolo del tempo. Sappiamo che cos’è la luce, ma non sappiamo cosa sia il tempo.

La fotografia è verità, e il cinema è verità 24 volte al secondo. (Jean-Luc Godard)

Ad ombra –

In un passo della Genesi, primo libro dell’Antico Testamento, è scritto: “E Dio creò l’uomo a sua immagine”, ad ombra, a sua somiglianza. Immagine, dal greco mimèomai significa “idea“. Perciò, Dio creò l’uomo a sua idea e proiezione. Ad ombra! Pensiamo al cinema. Oggi la pellicola nei cinematografi non è più in uso, ma un tempo, nelle sale, c’era la pellicola che scorreva davanti al proiettore, da questa, si aveva la proiezione sul grande schermo: l’ombra della pellicola in movimento. La luce che proveniva dal proiettore colpiva il corpo pellicola frame per frame, e l’ombra di questa, scorreva davanti a noi spettatori: il movimento diventava racconto di un tempo immortalato su 35mm. Questa è la fotografia! Non è un caso che le fotografie dei grandi fotografi sono film di 1/60 di secondo.

È verità, quella citata prima da Godard. Verità del fatto che la fotocamera è una penna e il fotografo, quale scrittore del tempo e della luce, registra immagini.

Non è pittura! Non può essere pittura!

Nella fotografia, come anche nel cinema, il ritratto non esiste, esiste il primo piano. E i p.p. di Dreyer, come quelli di Godard, ma anche quelli di Leone, Corbijn e Kar-way non sono pittura, ma verità, la realtà del tempo e della luce in un’azione registrativa.

Tutte le fotografie che imitano la pittura hanno qualcosa di artificioso, di ridicolo, sono un rimando se non un’offesa alla pittura e alla fotografia stessa.

Di immagini ottenute con la camera oscura si ha notizia dal tardo Rinascimento. (Beaumont Newhall)

Donato Arcella

(Frame da Chungking Express di Wong Kar-way)

Pubblicato da donatoarcella - spazi.lolli

Non sono un pittore, né un poeta, né uno sportivo, né un cineasta, né un filosofo, ma un espositore. (Arnulf Rainer) Siamo Donato Arcella e Rosangela Martino. Napoli 1976.

Lascia un commento