It’s no good (Dickpowell)

Durante le tournée la peggiore nemica è la noia.” (Martin Gore)

Ho un nuovo personaggio si chiama Dickpowell. Deve scoprire un grosso furto di gioielli. Si sospetta già qualcuno. Li ritroveremo a Cape Town.

Dick è stato ingaggiato giù la metro, sette piani sotto, l’ha ingaggiato la signora Gene. C’è una voice-over che lo racconta. Dick ha una casa, ma vive in metropolitana, è reperibile soltanto sullo smart, i suoi ingaggi avvengono all’aria aperta. Si chiama Dickpowell, come l’attore americano, è il nickname del suo wa. Non ha la patente, ma porta la macchina benissimo. È sposato, ma piace a Gene, una bella signora sulla quarantina.

Dick è nomade non vuole complicazioni. Conosce un sacco di gente, è il tipo che entra in polemica. Alle volte manca di saggezza, ma serve in questo lavoro, la semplicità è la maniera più facile per essere eroi.

Gene è stata vittima di un grosso furto, un’eredità. È convinta che sia stata un’amica. Le indagini non stanno portando a niente allora Gene ha trovato Dick. Dick non ama i salotti, ama il ferro dei regionali, a modo suo è uno snob, però è in questi ambienti che può chiedere di più. Dickpowell è famoso è uno che fa bene il suo lavoro. Dorme sui treni, gli piacciono le poltrone comode. Poi torna a casa, deve farsi la barba, c’è sua moglie.

È l’alba. Dick ha le dita sporche di inchiostro, prende appunti. Gene è altolocata ha conosciuto una certa Ida (o Tina, dipende dalle occasioni). Maledetta gioventù, la quale saggezza non esiste. A Cape Town Ida/Tina conosce le persone giuste, soltanto qui certe rarità hanno un prezzo. È un bel momento. Dick è al Polo Sud, in Africa, quegli ambienti li conosce. Gene riconosce Ida. Dick entra in polemica con il capo e questa cosa non va bene. I gioielli ora fanno parte della bisca e Dick non sa giocare, ma la signora Gene sì. Nel locale c’è un bel bar.

Il capo è troppo forte, i suoi giocatori sono i migliori del porto. Dick ha sonno, ha un’autostrada sul corpo, quando cambia il tempo gli dà fastidio. Non si può risolvere tutto con una partita. Allora Dick entra in polemica con il capo, ma la cosa non va bene. Ida l’ha pagata cara. Forse toccherà anche a Dick e Gene, ma come in tutti i film c’è un evento imprevisto. Non sappiamo cosa ha combinato il dj, dalle casse del locale parte un Larsen da sfondare i timpani. Dickpowell conosce quel suono, prende Gene e scappano.

Il porto è un labirinto di container, alcuni di questi vengono dal mare. Attento Dick! Il porto è la casa del capo. Ma Dick vive tra i labirinti delle linee metropolitane, ha trovato il modo di depistare il mondo. Li stanno cercando ovunque. Da una scala a chiocciola fatta dal mare, Dick e Gene scendono giù, non li ha visti ancora nessuno, sono nel cuore della trappola, ingenui, le onde del mare sbattono più forte di una tempesta. È notte, è molto umido, le ferite gli fanno male, non ci sono le poltrone dei regionali.

Dick e Gene sono scomparsi.

È giorno, c’è un silenzio molto strano, una mattinata sospesa. Ida l’ha pagata cara, ma li ha trovati e ripuliti. Dick è Gene sono a mani vuote, ma ripartono. Tina a Cape Town tornerà in strada e poi chissà. A Fiumicino è sera, Gene se ne va. Dickpowell è seduto davanti ai riflessi, osserva lo scintillare dei neon nella notte. Gli fanno male le ferite, si vede che le poltrone dell’aereo non gli sono piaciute. Vuole starsene seduto.

Noise, lo osserva già da un po’, così Dick si gira e la guarda.

Donato Arcella

Pubblicato da donatoarcella - spazi.lolli

Non sono un pittore, né un poeta, né uno sportivo, né un cineasta, né un filosofo, ma un espositore. (Arnulf Rainer) Siamo Donato Arcella e Rosangela Martino. Napoli 1976.

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