Ciao Mimmo, buongiorno!
Ti riassunto le 5 opere che presenterò alla mostra. Attenzione! Questi sono appunti, ma alla mostra la parola è tua.
Questi sono i cinque autoscatti che mi descrivono dal 2018 ad oggi. Prima, ero legatissimo al teatro, ma non al teatro in quanto letteratura, ma in quanto luogo di laboratorio: la mia zona comfort. Stanco di questo stato di cose ho abbandonato questa zona e ho ricominciato ad andare in giro per la città alla ricerca non più di personaggi immaginari, ma di Selfie. Il selfie che vedi tra le immagini, non l’ho scattato a casa, ma nel bagno pubblico della stazione di Bologna Centrale: perché nel bagno? Perché lì c’era uno specchio. Non osservo più Sergio Leone e i noir americani 1950, ma me stesso allo specchio nella frammentarietà, nella fugacità e il rumore della vita, senza però rinnegare del tutto il Doriforo di Policleto e i tagli leoniani. Il Selfie è per me un frammento, un frame, dove osservo il passato è il presente, per il futuro mi affido a Dio. Poi, la cosa mi piace anche perché, tale ricerca, l’ho introdotta nella didattica ottenendo un buon riscontro.
Il titolo della mostra sarà: Cosa c’è in quel rumore? Attualmente sono in fase di stampa.
A presto.
Donato