Dal basso futuro

Ho vissuto cose per me molto importanti, perciò, in cuor mio, ho deciso di rimanere in queste cose. Non sono poche le belle cose dell’oggi e, alcune di queste, purtroppo, non vengono valorizzate, ma non è questo il punto: rimango nel XX secolo, le mie letture sono tutte lì, ma non è nostalgia, è una condizione pittoresca del ricordo e, consapevole di questa scelta, perché in questa associo luoghi e persone care, ho deciso, anche in quanto insegnante d’arte, di condurre un discorso importante di questo secolo, specialmente la seconda metà, magari per le classi Terze. E nei giorni nostri, all’interno del programma didattico, inserire quelle persone, quegli artisti, che mi hanno influenzato e che già da giovanissimi mostravano un preciso percorso di ricerca.

Max Pezzali in un’intervista ha ragione: “Quando una canzone accompagna un momento importante della vita delle persone, è difficile che qualcosa di nuovo riesca a prendere il suo posto”.

Gentile lettore, ti ringrazio di tanta fiducia e curiosità, ma ti prego di fare attenzione, chi ti parla è soltanto un appassionato e un “testimone” di quegli anni, nel 1996 avevo 20 anni. Sono cresciuto con Mtv e leggevo magazine di settore, ma più determinanti sono stati musicassette e passaparola. Ricordo come se fosse ieri quando con amici, andai al Tour No Code dei Pearl Jam al PalaEUR, dove mi mangiai il panino di Peppe e che, quasi 30 anni dopo, li ho rivisti ad Imola.

Parlare delle origini del grunge è cosa complessa! C’è tanta letteratura, ma, a mio avviso, l’unica genealogia possibile dove poter tirare una “linea di discendenza” che ha portato allo sviluppo di questo “genere” è quella che parte dai Green River. Certo! Prima di loro non mancavano band che hanno contribuito a delineare il rumore e l’estetica del Seattle sound, ma i primi ad incidere tale suono sono stati loro. Da questi, poi, abbiamo un percorso di progetti musicali che hanno portato a delineare il grunge quale scena che cambierà il mondo.

Dai Green River avremo i Mudhoney, i Mother Love Bone, i Temple of the Dog, i Pearl Jam, i Mad Season fino ai Three Fish e oltre, solo anche se volessimo includere i progetti solisti. Ognuna di queste band incorporerà al loro interno: Soundgarden, Alice in Chains, Pearl Jam, Screaming Trees e altri. I Mad Season, ad esempio, saranno un super gruppo blues dove in Above, loro unico grande album, avremo alla voce Layne Staley, degli Alice in Chains, alla chitarra Mike McCready, solista dei Pearl Jam, alla batteria Barrett Martin, già batterista degli Screaming Trees e Mark Lanegan, voce degli Screaming e apprezzatissimo artista solista.

I Temple of the Dog, con Chris Cornell dei Soundgarden, erano già i Pearl Jam, nel singolo Hunger Strike, definita la canzone grunge per eccellenza, abbiamo un Eddie Vedder già pronto per spiccare il volo. In Facelift, primo LP degli Alice in Chains, ci sarà una dedica ad Andrew Wood, cantante dei Mother Love Bone scomparso prematuramente, ma già il progetto Temple of the Dog è un tributo a Wood, amico e coinquilino di Cornell, insomma, un pastice che delineerà l’alternative rock della prima metà degli anni ‘90. Logicamente, non c’erano soltanto loro, altra band fondamentale saranno i Melvins di Buzz Osborne, che ispireranno un giovanissimo Kurt Cobain. Su Veleno Sottile, unica biografia ufficiale degli Screaming Trees (scritta qui in Italia) ho letto che Chris Novoselic è stato un roadie dei Melvins. Cobain e Novoselic fonderanno i Nirvana. Poi non era soltanto Seattle, anche Olympia aveva la sua scena alternative, come anche Portland. Ad Olympia nasceranno le riot grrrl, il primo movimento rock di sole amazzoni.

Anche le influenze musicali saranno tra le più varie e complesse. Per dirtene una, i fratelli Conner, i fondatori degli Screaming già citati, negli anni ’70, con la madre, andavano ai mercatini dell’usato dove i vecchi hippie vendevano i loro vinili, e crescendo con la psichedelia anni’60, hanno forgiato il suono di Ellensburg. Il grunge è un misto tra psichedelia, hard rock anni ’70, punk e le forti influenze della East Coast con Sonic Youth e Pixies. Gli Hüsker Dü, dal Minnesota, contamineranno la scena di Seattle con la loro coscienza hardcore.

Le grandi band che hanno fatto esplodere il grunge quale evento generazionale mondiale, erano tutte diverse tra loro: Pearl Jam, Soundgarden, Nirvana e Alice in Chains non si somigliavano per niente. Se non sapevi che erano di Seattle e dintorni, accomunarle era impossibile, questo vale anche per i super gruppi. Perciò, il grunge, non è mai stato un genere musicale, chi afferma questa cosa sbaglia! È stato un atteggiamento, una scena, un modo alternative di essere e di fare le cose lontano dal mainstream che ha fatto il mainstream in alternativa al mainstream. Una cultura indie nata e cresciuta dal basso futuro (per citare Sterling) che ha raccontato una generazione chiudendo un secolo.

Il primo ad aver usato il termine grunge, per definire la propria musica, è stato Mark Arm, cantante dei Green River e dei Mudhoney, ma era un termine che già girava a partire dagli anni 1970.

Curiosità –

I Mudhoney li ho visti a Ravenna nel 2011, merito di Carmine, pagai il biglietto 25 euro, uno sballo, ma il concerto ne valse molto di più. Il batterista, Daniel Peters, ha inciso un singolo con i Nirvana e un certo Jason Everman, che ha finanziato il primo album di questi ultimi, è stato poi il bassista dei Soundgarden prima di arruolarsi in marina, oggi fa il filosofo.

E se ci affacciassimo fuori Seattle magari con Stone Temple Pilots e Smashing Pumpkins? Non ce ne usciremmo più.

Stiamo parlando di una rivoluzione artistica di circa 30 anni fa: il XX secolo.

Perché battiamo chiodo su questo secolo? Nostalgia? Come già ho detto prima: ricordo pittoresco. Passione? Sì! Sul grunge oggi c’è tanta letteratura, personalmente ho trovato utili: Storia del Rock di Ezio Guaitamacchi, Storia leggendaria della musica rock di Bertoncelli e Sibilla, Music:box di Gino Castaldo, Veleno Sottile di Davide Pansolin e diversi video su YouTube. Addirittura, ho un libro tutto su Andrew Wood che non leggerò mai.

In rete, gira un video, che secondo me è fatto bene, te lo posto in fondo all’articolo. È stato realizzato da Enrico Silvestrin, un ex vj che, proprio in quegli anni, ha lavorato per Mtv e che, tra i tanti video in circolazione, è quello che mi appare più chiaro.

Anch’io, insieme a un collega, ho realizzato un PPTX sull’alternative rock per Secondaria di primo grado e che mi piacerebbe presentarlo in classe, però, devo capire attraverso quale progetto. Qui mi darà una mano Alice.

Caro lettore, mi ha fatto molto piacere questo confronto spassionato e informativo, breve e confusionario. Passione per il XX secolo, un secolo vario. Il secolo che ha visto Picasso e il primo uomo sulla luna, che ha visto guerre calde e fredde, che ha visto il cinema e il rock, ma in particolar modo ha creato il mio immaginario, le mie estati e le mie letture.

Tutto questo prima di Amazon e degli smartphone.

Spero di averti mandato in crisi, scherzo!

Ti auguro una buona serata e grazie per l’attenzione.

Donato

(Foto di Jeff Davey)

Pubblicato da donatoarcella - spazi.lolli

Non sono un pittore, né un poeta, né uno sportivo, né un cineasta, né un filosofo, ma un espositore. (Arnulf Rainer) Siamo Donato Arcella e Rosangela Martino. Napoli 1976.

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