Barocco: il gran teatro delle idee. Forlì. Museo San Domenico. È una mostra stupefacente dove ci sono tutti. Velazquez, Gentileschi, da Varallo, Bonazza, Salvator Rosa non manca nessuno. La mostra che mi conferma il fatto che il Barocco non mi piace e che comunque, gli insegnamenti vanno oltre gusti e preferenze. Capendo che gli eccessi sono cosa antica e che artisti vissuti quasi 400 anni fa già ne facevano uso e abuso, come anche del resto Roma e Babilonia, qui siamo nella modernità, la nostra modernità, la cui contemporaneità non si smentisce. Ciò che lo sfarzo insegna è la linea retorica di cui l’Oggi più che mai ostenta. E che il fare dell’uomo non riesce ad essere armonia, ma maniera finché si appesantisce o si astrae. L’armonia stanca, mentre il capriccio intriga, ma quest’ultimo, poi, giunge al suo punto di non ritorno. Grandezza di questa esposizione è una sezione dove sono esposti artisti del Novecento che si sono confrontati con il Barocco come de Chirico, Adolfo Wildt, Lucio Fontana, Umberto Boccioni, Kokoschka a conferma della grande contaminazione delle Avanguardie che a distanza di un secolo e inescusabile.
Donato Arcella