Quando guardò giù verso Sodoma e Gomorra e tutta la pianura, ecco cosa vide: un fumo denso saliva dalla terra come il denso fumo di una fornace! (Genesi)
Il pittore Jules Laurens viene spesso associato alla scuola orientalista francese i cui rimandi esotici, nell’800, erano molto in voga. Allievo di Alexandre Cabanel, la sua ricerca, poi, si orienterà verso un paesismo d’ispirazione Barbisonniers. Infatti, l’immagine che abbiamo qui sopra è un paesaggio, che ci colpisce per la sua pelle materica e la profondità che ci catapulta nella narrazione sublime della scena. Ma ciò che domina l’intero quadro è la figura centrale che di spalle, attraverso i nostri occhi, “vede” il castigo di una città.
Nello scorrere le storie bibliche che, già in un precedente post esprimo la mia passione, mi sono sempre chiesto: ma quale è stato il peccato di Sodoma e in particolar modo, quale il peccato della moglie Lot?
Geografia.
La città di Sodoma era situata lungo il confine SE di Canaan che, menzionata spesso insieme a Gomorra, era la più importante di una pentapoli che si trovava nel Bassopiano di Siddim, cioè il Mar Salato, un distretto formato da Sodoma, Gomorra, Adma, Zeboiìm e Zoar. Si ritiene che i siti di queste città giacciano ora sotto le acque del Mar Morto.
Siamo al tempo di Abraamo, 1900 a.C.
Dal profondo storico, Dio, è sempre stata una persona nota e ben definita nella propria etica, confermata attraverso l’espressione di chi l’ha rappresentato nel corso del tempo. Personaggi come Enoc, Noè, Abraamo, Mosè e i profeti che avremo fino al Cristo, nella loro opera, hanno sempre spiegato la sua persona, la persona di JHVH*.
Quando Abraamo liberò suo nipote Lot da Chedorlaomer re di Elam contro Sodoma, il patriarca, nel ritorno verso Mamre, gli uscì incontro Melchisedec re di Salem per onorarlo e quest’ultimo, oltre ad essere re era anche sacerdote dell’Iddio Altissimo. Perciò, come le divinità cananee erano note ad Abraamo e Melchisedec, la figura di Dio era ben nota ai cananei.
Nella Genesi è scritto: “il grido contro Sodoma e Gomorra è davvero grande, e il loro peccato è molto grave”.
Queste due città, come l’intero bassopiano, non erano in linea con la moralità di Dio. Praticavano la magia, gravi atti di immoralità ed erano violente, ma non erano le uniche. Anche le altre città cananee praticavano le stesse cose: perché allora Iah mandò dei messaggeri proprio a Siddim?
“Gli abitanti di Sodoma erano malvagi ed erano grandi peccatori contro Dio.”
Come abbiamo già detto la persona di Dio era nota e le pratiche dei sodomiti, venivano svolte con un atteggiamento di sfida proprio per offenderlo. Infatti, quando gli angeli giunsero in città trovarono conferma e peculiare fu l’episodio che successe fuori la casa di Lot. Quando poi, Lot e famiglia, sollecitati dagli angeli uscirono da Sodoma, gli furono ordinati di non voltarsi verso il luogo di distruzione, ma mentre scappavano la moglie di Lot disobbedì e divenne una colonna di sale.
La moglie di Lot non si girò verso Sodoma per curiosità o altro, ma per insolenza, gli piaceva Sodoma. Con quel gesto, il suo cuore mostrò lo stesso grado di sfida e benché salva, fu condannata.
Come possiamo dirlo?
Un episodio raccapricciante.
Sulla carta, le due figlie di Lot, commiserò un peccato oltremodo importante, ma non ebbero come la loro madre una condanna.
L’aria di Siddim era pesante.
Quando uscirono da Sodoma, Lot e le figlie andarono nella piccola località di Zoar, poi ripararono nella regione montuosa andando ad abitare in una caverna. Per conservare la discendenza del loro padre, avanti negli anni, le due figlie, pensarono di inebriare Lot e avere rapporti sessuali con lui e così fecero, una notte l’una e una notte l’altra.
Praticamente le figlie di Lot stuprarono il loro padre.
Una perversione del genere dove l’avranno presa, dall’aria avvelenata di Sodoma? Non dimentichiamo che le due ragazze, i cui futuri mariti perirono con la città, sono cresciute proprio in quel borgo. Possiamo dire questo: la moglie di Lot con quel gesto si mostrò nemica di Dio, le figlie di Lot, invece, peccarono per ignoranza. Addirittura, da quei rapporti nacquero due nazioni.
Tutto questo mi fa pensare al tradimento di Gesù.
Gesù fu tradito da Giuda l’Iscariota e Pietro detto Cefa, soltanto che il tradimento di Giuda fu mirato, quello di Pietro invece fu una debolezza.
Conclusione.
Iah è un Dio d’amore, è leale con chi gli è leale, legge i cuori, cioè i pensieri degli uomini, da fiducia anche a chi è avvelenato da quest’aria, ma risponde agli insolenti, a chi si mostra nemico. In quanto creatore ha disposto dei limiti e una scadenza, perché sta seguendo la storia umana da quando è nata, i mali del mondo non possono essere eterni, per Dio l’eternità è tutt’altra cosa. A cominciare dall’ Eden, la quale causa, ha forgiato il mondo che conosciamo.
Così, quando distrusse le città della pianura, Dio tenne conto di Abraamo facendo fuggire via Lot da quelle città, quelle in cui Lot aveva vissuto.
Donato Arcella
*(JHVH è il tetragramma del nome proprio di Dio che attualmente si pronuncia Jehovah, la sua forma abbreviata è Iah)