“L’analfabeta del futuro non sarà chi non conosce la scrittura ma chi ignora la fotografia” (Benjamin)
È la mia mostra, da Gino Ramaglia, la mostra che stavo pensando da tempo e che finalmente si è realizzata, proprio tra i colori di Ramaglia, come la vedi, in pieno Centro Storico accanto all’Accademia, da uno dei coloristi più antichi di Napoli. Qui mi presento con i miei Selfie, con le mie chitarre, i miei bn e il colore: le mie fotografie.
Mi racconto in quanto performer, perciò non più dietro l’obiettivo ma davanti, ho preso coraggio tra strada e teatro. Da sempre, amante del rock e dei suoi feed, come della psichedelia anni ’60, non cerco musica ma immagini ed ecco il selfie. Non cerco perdizione ma riflessione, cerco me stesso, anche in rapporto con Dio, ritrovando non quello che avevo perso, ma quello che avevo dimenticato.
Rossè. La vita è dolce, ma anche salata.
Ho comprato un libro sulla storia del rock, di Ernesto Assante, ci sono delle magnifiche foto lo dovresti vedere, una gran bella edizione, per la WS. L’ho trovato in una libreria di Castellammare. Assante e Castaldo li andammo a vedere all’Anfiteatro degli Scavi in occasione di una didattica su Live in Pompeii. Sento ancora il sapore del Novecento, non ho mai voluto abbandonarlo, è un’idea, un’immagine che non voglio perdere.
Nella mostra omaggio Gennaro in uno scatto del 2012 quando non era ancora quarantenne. L’arte di Gennaro mi ha influenzato perciò mi premeva che fosse con me, doveva essere tra le mie opere, un fluo che non poteva mancare. Mimmo mi rappresenta nel suo stile inconfondibile, un’altra persona fondamentale nella mia formazione, ma chi altro poteva farlo.
Ho tanta paura Rossè!
Siamo artisti Rossè, possiamo scappare da qualsiasi cosa o quasi, ma non da questo: una insaziabile volontà di essere indie. Sono con l’arte davanti alle ombre, non posso fare altrimenti, sono qui a scriverti. È sera, come ogni sera.
Manuela, un’amica architetto, mi ha aiutato nella selezione delle opere, è stata capace di togliermi i dubbi, ha avuto una grande pazienza.
Non è più tempo di reflex, quel tempo è passato, ora me ne vado in giro con una penna, un bloc notes e uno smartphone, tutto è più leggero, più semplice. Niente è semplice, ma sono contento: questo ho chiesto e questo ho avuto.
È tardi, non ho sonno, ti sto scrivendo senza correzioni, ti scrivo punto e basta, come una pittura informale. Nonostante le difficoltà i sogni si possono avverare? Anche sì! Al momento, allora, basta questo.
Donato
(Foto di Domenico Di Caterino)