Anna

Magnifica!

Adamo non era lo “scemo” che correva nudo nel giardino, al contrario, nella sua lucidità non fu ferito da nessun inganno e nella piena consapevolezza di ciò che accadde: ci vendette al mondo.

Nonostante sia stata letta e approfondita da storici e intellettuali, non sono pochi a ritenere, la Bibbia, un libro di miti e preghiere, quando invece è un libro di Storia. Oltre a narrare di popoli, regni e città come di guerre, assedi e deportazioni, i racconti che scorrono, vedono l’uomo principalmente nel suo rapporto con Dio, un’amicizia che Dio stesso ha cercato e che da qui ha delineato il suo proposito.

In questo abbiamo le donne: grandi storie di profetesse, regine e mogli ma anche di madri, vedove e concubine. Le figlie degli uomini.

Le figlie di Dio!

Una figura che mi colpisce è Anna, madre di Samuele il nazireo, il profeta che ungerà i primi due re di Israele: Saul e David.

Anna, moglie di Elcàna, era sterile, per questo vessata da Penìnna, l’altra moglie di Elcàna.

Ogni anno si recavano al tabernacolo di Silo e Anna, gravata dalla sua condizione, pregò Dio intensamente. Ascoltata, gli fu aperto il seno e poco dopo ebbe Samuele.

Era usanza nell’antico Israele lodare Iah con canti e danze. Miriam, sorella di Aronne, sull’altra sponda del Mar Rosso, danzò in risposta agli uomini il canto di Mosè. E Debora, con Barac il condottiero, dopo la sconfitta di Iàbin e Sìsera, compose e intonò una lode di vittoria.

Anche re David, con indosso un efod di lino, nel riportare l’Arca del vero Dio in Sion, danzava e saltava con energia incontenibile.

Non si riporta una danza di Anna, ma soltanto la sua preghiera, però, in quel “canto”, mi piace pensarla danzante quale figlia espressiva nel conforto di un Padre.

Così, in un unico piano sequenza di ispirazione pittorialista, Silvia, diventa il pensiero e il sentimento di Hannah, che, radiata dal sole, su un brano di Dvorak, canta a Colui che si rivelò ad Abraamo, Isacco e Giacobbe.

Donato Arcella

Pubblicato da donatoarcella - spazi.lolli

Non sono un pittore, né un poeta, né uno sportivo, né un cineasta, né un filosofo, ma un espositore. (Arnulf Rainer) Siamo Donato Arcella e Rosangela Martino. Napoli 1976.