Una poesia che ha narrato la vita del Secondo Novecento. Stradaiola, sentimentale, tra i motel e le tournée, nei rapporti umani, nei tour bus e in mondi technicolor. Progressive e new wave. Indie e alternative. Una poesia blues e digitale che parla di storie: di padri e di madri, di emozioni e adolescenti, di donne, di uomini e di Dio.
Con il Rock scompaiono i libri, le canzoni si respirano. Hey Hey My My è un saggio di storia del rock: l’unico saggio possibile. Con il rock le cover diventano canzoni proprie perché vengono rivoluzionate non da chi le scrive, ma da chi le interpreta: Because the Night non è mai stata di Springsteen, The Man Who Sold the World non sarà mai più di David Bowie. With a Little Help from My Friends ha la voce di Cocker e The Mercy Seat non è un brano di Nick Cave, ma una cover di Johnny Cash.
Con la cover di Jolene, i White Stripes, chiudono per sempre la Storia del rock.
Elvis Presley ’56 Special è un capolavoro!
Il rock è solo sentimento, non è un’abilità professionale, non ha mai avuto bisogno di accademie: ci hanno provato, ma hanno sempre fallito! Il Rock è figlio del blues non delle orchestre, è frutto di un atteggiamento e non di una dottrina, è sola esperienza e per fare esperienza ci vuole tempo. Per questo alcuni di loro ci hanno lasciati giovani.
Con Are You Experienced, Jimi Hendrix, ha spiegato la volta della Cappella Sistina.
Il rock “è stato” (vi prego di non fraintendermi) narrativo, non poteva essere altrimenti, ha risolto gli aedi. Ci sono state le chitarre elettriche e folk, ci sono stati i falò e i poeti con e senza rime. È l’unica cultura del Novecento ad aver avuto un sottobosco che ha determinato e interessato gli sconosciuti.
Chi è puro di cuore (voce e chitarra) scrive le canzoni alla Coop.
Nel rock non c’è voce che non abbia stonature, sapete perché? Perché è un’estemporanea. Gli ingegneri, in questo genere di cose, sono un’angoscia, è una passione mal vista dai pragmatici, mi dispiace per loro, ma senza di loro non avremmo avuto The Dark Side of the Moon e Ok Computer.
Tolgo le parentesi: il rock non è morto! Ma perché mai dovrebbe? Nightmare Air e Mount Eerie vanno alla grande. Il rock non ha bisogno di incoraggiamenti ce lo insegnano i Radiohead che, dopo Karma Police, hanno cambiato genere.
Si! Il Rock non incontra più le generazioni, sono altri i generi che la incontrano.
Quindi esiste ancora il rock? Sì, non muore mai, vive in mille ipotesi differenti… (Assante)
La musica si ascolta, come i film si vedono e il rock è una gran bella storia, chissà, potreste imparare a conoscere meglio i vostri genitori come anche i nonni o le nonne che sono bellissime!!! E di come le cose cambiano. Le generazioni cambiano. È la storia di un “genere” di cui saremo per sempre figli, la cui narrazione non ha bisogno di pettegolezzi, ma semplicemente di canzoni.
L’inferno è dove si trova il cuore, abbi cura dei tuoi ricordi, vieni come sei, i giorni di San Francisco, blu hotel, sonica, amore o confusione, rockeggiando, dieci, galassia di melassa, mille uomini, garage… canzoni! Le belle melodie di un racconto personale, le melodie per sempre.
Donato Arcella
Un affettuoso saluto al Prof. Ernesto Assante.