Più dei chatsubo c’erano i garage, è qui che nasceva tutto, i luoghi dove si mettono le macchine.
Gàrage è il garàge di Francesco, il sottobosco per eccellenza, la periferia: il capolinea della sopraelevata. Il luogo dove tra Casoria e Casavatore provavo con le band. Promisi a me stesso di scrivere una canzone che, qualsiasi sia stato il significato, l’avrei chiamata così. L’ho scritta con la tecnica del cut-up, come anche Selb. È divisa in tre momenti: figlia nubile; donna nubile; moglie amabile. Potrebbe essere il percorso di una donna verso il matrimonio: un ragazzo conosce una ragazza (una figlia), gli chiede di seguirlo e lei accetta (perciò donna). Da donna – Moglie. Dura un paio di minuti, è il mio piccolo gioiellino raw, se un giorno registrerò un nuovo brano con una band sarà proprio questo.
“Dimmi cosa vuoi, credimi non so niente
Figlia nubile, getta via qualsiasi cosa per me.
Non è facile dirti che non è niente
Donna nubile, cedo a chi non cerca nulla per sé.
Dimmi cosa vuoi, chiedimi se non c’è niente
Moglie amabile, vieni via, non voglio stare più qui“
Donato Arcella
(foto Agostino D’Amato)