C’era il Teatro Lolli, il luogo dei mille desideri.
Nell’esperienza e nella passione di Cristina e Giuliana… con Carmine parlavo sempre di Alternative.
Da un finestrone dietro le quinte, quando spostavo la tenda, il sole che batteva tutto il pomeriggio, trasformava l’ambiente in uno scenario metafisico. Anche se di taglio, sembrava di stare nella quiete di Piero della Francesca.
Nessun rumore –
Un piccolo teatro “periferico” pieno di storia e laboratori:
le ombre di Marco Manchisi; il delirium di Tanino De Rosa; la coralità di Randisi e Vetrano; la commedia di Max Buldrini.
Ha visto me, che con la Fender mi dimenavo davanti all’obiettivo e ha visto Luca, che con tanta pazienza mi aiutava con il mixer, ha visto Silvia volare sul palcoscenico, ha visto Paolo che alzava intere scene con un solo braccio.
In una delle tante prove chiesi a Pinkey se volesse suonare la chitarra, un po’ quello che gli pareva (ad ogni musa il suo momento) così, mentre suonava, mi allontanai dal microfono e gli scattai questa foto.
Proprio quel finestrone, quella luce, quel momento inevitabile, in un film di 1/60 di secondo.
Donato Arcella