Parole che non esistono, questa è l’originalità! Ma serviranno a qualcosa? Forse agli interessati.
Sai Marì? Ho visto quella soglia, che ogni giorno è tutta davanti a noi. Perciò, perché affannarsi a scegliere una Fender o una Squier? È così importante? Se poi il tuo suono fosse nella seconda?
Fa freddo! Eppure è primavera, non manca nulla: una lettera, un francobollo e uno smartphone.
Uè Marì! Buongiorno.
So molto bene che una lettera scritta a mano ha più valore, ma mi trovo al computer e perciò scrivo qui.
Sono particolari le riflessioni che mi posti su WhatsApp. Profonde, pertinenti, mi aiutano. Sto attraversando un inverno, ma voglio notare anche la primavera. Sono contento di ricordare, non è nostalgia, è memoria. Oggi c’è troppo presente e poco spazio per la memoria, ma nel nostro piccolo credo che ne abbiamo tanta.
Comunque, esiste il presente e questa lettera è scritta in tempo reale.
Non ho 50 anni, ne ho 21 e voglio stupirmi come un ventunenne in cerca di idee. Kay Sage mi piace molto, una pittrice surrealista, diceva che l’ispirazione non esiste, ispirarsi significa ricordare e questa è una lettera surrealista. Mentre ti scrivo mi viene in mente un episodio asceota: tu e un certo Stefano (ricordo che si chiamava così) mi accompagnaste a casa. Io ero sempre alla disperata ricerca di un passaggio. Era tardissimo e Stefano, con la sua Fiat Uno rossa, con un volume stereo sconsideratamente alto, ripeteva a sé stesso di essere magnifico, si fece crescere un becco proprio per esserlo. Un amico di Raffaele.
Pazzi! Completamente pazzi! Ma riuscimmo ad arrivare a destinazione.
Pazzia o meraviglia? Non lo so, ma voglio ritornare lì, a quello stato di cose, nella meraviglia della pazzia perché si può ancora fare sperando che non scoppi una Terza guerra. È un po’ che il Tg mi spaventa.
Nessuno diventa uomo innanzi di aver fatto una grande esperienza di sé…
C’è un problema. Per affrontare grandi esperienze ci vuole coraggio e non tutti hanno questo strumento. Per me stesso non lo so, ma c’è anche il fatto che se non l’affronti non puoi saperlo. Anche questa riflessione può portarti a quattromila interrogativi, le quali soluzioni ci sono, ma rimangono complesse o anche no, intanto siamo ancora qui a parlarne ed è la parte più divertente.
Basta con le facce nascoste della luna, c’è una buona parte illuminata dal sole. Cohen dice una cosa molto intelligente: “C’è una crepa in ogni cosa ed è da lì che entra la luce”. Quando l’ho letta credevo fosse di Vincenzo Costantino, poi un amico mi ha detto: – fai attenzione che non è di Cinaski – Comunque, sto cercando di farla mia.
Sai ho scoperto che la carta del docente funziona, addirittura si possono comprare strumenti musicali e infatti, mi sono preso una chitarra, una Classic Vibe della Squier. Qualcuno potrebbe dire: niente di che. Ma la volevo! La voglio portare in classe, ci farò le foto, un personaggio immaginario.
Fa freddo Marì, non ho carne addosso, fa sempre freddo anche in primavera. Questa è una lettera surrealista, niente è più surreale di una lettera. Il bagno è la parte più calda della casa, sono seduto sulla tazza con il plaid. Sto comodo, fuori c’è il sole, ma sento ancora freddo.
Ora mi vesto e scendo.
Donato