Absolutely Live

Mi piacciono i colori psichedelici.

Non c’erano stilisti né lookmaker: chi se li poteva permettere? Ecco perché le immagini degli anni ’60 e ’70 sono così autentiche.” (Mick Rock)

Non ascoltavo i Doors da tanto, poi gli eventi mi hanno portato ad approfondire gli anni 1960 a partire da Warhol ed ecco i Doors. Sto ascoltando Absolutely Live del 1970 e mi accorgo dell’incredibilità sonora di questa band tra poesia, blues e psichedelia. Ora capisco meglio Screaming Trees e Stone Temple Pilots, come della performance dei Doors alla Rock and Roll Hall of Fame nel 1993 con Eddie Vedder. Nei Doors poi c’era tanto jazz. Il Rock non va oltre i ’60, tutto si completa qui, il Progressive lo rovinerà e il punk, dopo un ritorno al do-re-mi che ci voleva, lo renderà oltraggioso. Originalità, spontaneità, semplicità e talento sarà tutto tra la Swinging London e San Francisco.

Pensando a quest’ultima, se posso, mi viene in mente l’ispettore Callaghan, è difficile credere che in una tale giungla, nel quartiere di Haight-Ashbury, c’erano gli hippie, dove abitavano i Grateful Dead e i Jefferson Airplane. Niente! Il mio è il rimando di un uomo europeo nato insieme al punk e che ha imparato questo momento storico attraverso musica, libri e qualche documentario.

Che cosa hanno avuto gli anni ’60? Hanno avuto la Seconda guerra mondiale.

È sera, come ogni sera. Mi sto addormentando. Cominciai a scrivere perché, tredicenne, mi innamorai dei Doors, divenni in qualche modo “cantante”. Ammetto che fu anche il film di Stone, ma quest’ultimo l’ho dimenticato. Con il tempo sono arrivati altri miti, nuovi miti, scomparsi anche loro, ma quella che poi ha contato è stata la musica.

Donato Arcella

Pubblicato da donatoarcella - spazi.lolli

Non sono un pittore, né un poeta, né uno sportivo, né un cineasta, né un filosofo, ma un espositore. (Arnulf Rainer) Siamo Donato Arcella e Rosangela Martino. Napoli 1976.

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