Nei noir americani degli anni ’50 c’erano i “chatsubo”, locali sempre aperti, bar e motel frequentati da personaggi inquieti che in un modo o nell’altro, nella loro eleganza, erano sempre tormentati da un bivio e spesso alcuni di questi non ne uscivano. Rimanevano in un “limbo per sempre”, sospesi in un notturno metafisico tipico dei quadri di Hopper. Eppure, erano gli anni della Scuola di New York, il tempo degli Irascibles, quelli che avevano rifiutato tutto questo. Noir è un brano sulle scelte, il mio chatsubo, il punto limite dove la nottata è già passata e proprio lì, tra le ninfee, vedo Pinkey:
“Amore baciami, guarda in faccia la realtà, siamo qui, io e te, di fronte al bar.”
Donato Arcella
(foto Agostino D’Amato)