Selfie

Bologna FS

Ehi Nello! Ho sempre sognato di farmi un selfie nei bagni pubblici della stazione di Bologna. Non di Napoli o Milano: Bologna! Non so perché. Inutile dirti che la città emiliana offre molto di più.

O’cyberpunk!

Noi siamo cresciuti aret O’cyberpunk. Nelle periferie del Vesuvio abbiamo visto cose che gli umani non potrebbero neanche immaginarsi. Abbiamo visto l’Hotel Daytona, i fuochi delle sirene di Odisseo, abbiamo visto Rimini dietro le traverse del Parco Sie e la terra del campo militare aro’ passavano e’ gemelli.

O’cyberpunk è girare cortrometraggi al Centro Direzionale o sulle spiagge del Cilento, è vaneggiare osservando le luci della metropoli, attraversare i binari di Pietrarsa per il finale del film. O’ tipo cyberpunk si prende la birra miez o’ Piscinaro dal Ladro di Bagdad, O’cyberpunk non ha il terzo occhio, ne ha soltanto due, ma guarda l’impossibile. O’cyberpunk non è Akira, è lo scalo merci della stazione di Casoria.

Il Caserta via Aversa non c’è più, quello verde, il treno cyberpunk, l’ultimo verso le periferie. La vita è dura, ma è difficile annoiarsi con il cyberpunk! Slao, ancora oggi, è un personaggio cyberpunk. Bologna è cyberpunk, specialmente nei pressi del Disco d’Oro.

Nello, io oggi sono Frankenstein, l’ho detto anche a Daniele, ho un’autostrada di cicatrici sul corpo, ho paura! Ma Per un pugno di dollari è un film cyberpunk, niente di questo film fa pensare il contrario. Così come anche i grandi chef, che proprio come te sono personaggi indie, i creativi, quelli che non si fermano davanti a nessun cyberpunk. Cecilia Gallerani era la preferita di Ludovico il Moro. La zona comfort l’ho abbandonata, ora ci sono io, uno smart e O’cyberpunk.

È notte! Il freddo non è più come prima, ma è comunque notte. C’è un bel silenzio, dà pace, ti distrae, è lo stesso silenzio che, verso l’UCI Cinema, si sentiva aret O’cyberpunk.

Donato

Pubblicato da donatoarcella - spazi.lolli

Non sono un pittore, né un poeta, né uno sportivo, né un cineasta, né un filosofo, ma un espositore. (Arnulf Rainer) Siamo Donato Arcella e Rosangela Martino. Napoli 1976.

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