Le due attrici che vedete qui sopra sono Silvia Bruni e Reina Saracino durante un intervallo di Deserti di Tanino De Rosa.
Sono un cercatore di immagini, cerco ricordi, ma non sono un nostalgico. Ho nostalgia di alcune cose, certo, ma quando osservo il passato, in sé, cerco qualcosa su cui riflettere le quali, sono sempre proiezioni del presente, mai paragoni. Poi si! Alcuni ricordi li ho miticizzati.
Qui siamo al Teatro Lolli, un teatro indipendente che cito spesso e che si trova nella provincia di Bologna, Imola per la precisione. Bologna di questi fatti ne è piena.
Siamo qualche tempo un po’ prima del Covid.
Tanino montò uno spettacolo itinerante dove coinvolse non solo lo spazio del teatro, ma tutto quello che comprendeva la struttura esterna dell’Ospedale Vecchio, un complesso architettonico riedificato nel XVIII secolo, fatto di archi a tutto sesto. Molto suggestivo. Un laboratorio corale di cui prese parte tutta la compagnia TILT, ebbe un notevole successo. Ricordo che qualcuno lo paragonò a Cecità di Saramago, io addirittura ci ho visto il preromantismo di Füssli, ma l’ispirazione di Tanino era ben piantata sulla performance, le opere di artisti come Hopper, Pollock e Segal e i suoi deliri.
Sono stato il fotografo di scena.
Silvia è stata una delle star di Deserti, lo “spirito” guida dello spettacolo. Reina, da spettatrice, invece era la star del TILT. Questa è l’unica volta che le ho viste insieme, le ho immortalate qui, dietro le quinte mentre parlavano dello spettacolo. La prima, etrusca, mi sembra di Prato, trapiantata a Bologna città, la seconda, nata a Milano ma di origini americo-latine. Silvia, attrice e ballerina, è stata tra le figure feticcio del complesso teatro di Tanino, Reina, attrice e regista ha diretto diversi spettacoli, è un nome noto, anche se personalmente mi colpì in una commedia dell’arte diretta da Paula Noelia Cianfagna dove fece rivivere una maschera.
Belle, talentuose, ispirate e mamme ho avuto il piacere di collaborare in particolar modo con Silvia ad un mio progetto video, Hannah, che forse è stato, tra quei pochi video che ho realizzato, la mia ripresa migliore. Nota curiosa, quando finalmente riuscì a trovare il giusto motivo musicale da montare sulla sequenza, io, sempre in dubbio, chiamai Reina, che in quel periodo abitava al piano di sopra, e gli chiesi di vedere sequenza e musica. Gli piacque. Da lì, mi convinsi ad andare in post-produzione. Andò bene Hannah, fu selezionato in diversi fest di videoarte.
Reina ogni tanto la vedo in bici, Silvia invece non la vedo da un pezzo.
Quel TILT non c’è più, molte cose non sono al loro posto. C’erano i Munel. Il Teatro Lolli, dopo il Covid, ha riaperto sotto un’altra direzione ed io, da tempo, ho abbandonato la zona comfort del teatro per riaffacciarmi sulla strada. Ci vuole un iperrealismo.
Tra un po’ vado a nanna.
Cerco immagini, cerco altro, cerco sempre di andare avanti. La città ha molti vicoli è affollata, c’è un sacco di gente, mi soffermo nell’area della stazione FS. Ma alle volte, nel buio del dormiveglia, mi piace appoggiare la testa sui sogni, sperando sempre, di affrontare al meglio, l’intervallo della notte.
Donato Arcella