Traccia

Il selfie è una cosa istantanea, oggi abbiamo gli smart ma se non ci fossero basterebbero le Kodak usa e getta, una cosa performativa esce fuori dagli cliché, è un’alternativa agli schemi convenzionale imposti dall’accademia. Non c’è più strumento ma traccia e questa conta.

Il selfie non è un autoritratto, è un’istantanea e le istantanee non hanno una preparazione. Qualcuno potrebbe dire che il solo fatto di auto scattarsi è sempre e comunque un autoritratto, anche sì! Ma l’autoritratto è un altro concetto, ha a che fare in qualche modo con la pittura. Il selfie invece accade ora, è un concetto completamente diverso, non sto cercando di fare il filosofo. I fotografi aspettano la luce giusta, cercano il luogo, provano le espressioni, tentano di controllare la contingenza. Il selfie invece non dipende da questi fattori. La millenaria educazione della pittura, ci ha portato a questo stato di cose, specialmente con l’avvento della camera a foro stenopeico. Lo smartphone, invece, può sembrare strano, ha segnato un cambiamento di rotta totalmente drastico nella storia dei mezzi d’arte. Essendo uno strumento mobile polifunzionale registra informazioni e la prima informazione sei tu.

Non esiste artista che non abbia rivolto il proprio strumento verso sé stesso. Qui non ci vuole uno studio, ma coraggio.

L’accademia non c’è più e la soggettività è servita fast food, ma non è un danno, perché siamo traccia, consapevolmente esistenti. Eliminando la tecnica, ciò che emerge è la soggettività assoluta. Un’idea espositiva perché registrativa, il linguaggio è proprio in questa ricerca. Perciò, con il selfie non è possibile stabilire un genere né ricondurlo all’autoritratto, almeno nei canoni stabiliti fino a questo momento. È per certo un primo piano, perciò fotografia.

Il selfie non è un’osservazione storica ma del giorno corrente, è un qualcosa che accade troppo in fretta, vive l’azione non l’attimo.

Ho cominciato a lasciare tracce e non più idee, ciò che rimane è l’immagine e non il suo studio. Tutto si spiega con il testo a partire dalla traccia. Una traccia di sé è la cosa più immediata, una cosa strettamente legata alla persona. Qualcuno potrebbe dire che il selfie è una cosa sterile, ma anche no! I canoni di bellezza sono selettivi. Invece, il selfie, è uno “strumento” di indagine.

Donato Arcella

Pubblicato da donatoarcella - spazi.lolli

Non sono un pittore, né un poeta, né uno sportivo, né un cineasta, né un filosofo, ma un espositore. (Arnulf Rainer) Siamo Donato Arcella e Rosangela Martino. Napoli 1976.

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