Dai miei diari: The Irascibles

Un “ordine” michelangiolesco.

Mi è sempre piaciuta la Scuola di New York, la scuola dell’improvvisazione, il principio dei venti d’Oltreoceano. Il Contemporaneo! È negli anni ’50 che si abbandona il Romanticismo, è in questi anni che muore la natura per dare spazio al concettuale. Muore Parigi per le metropoli del mondo. I sentimenti vengono gettati sulla tela e i progetti diventano sempre più fitti, si diventa registrativi, non più visivi. Diaristici e non più epici. Abbiamo così conosciuto le intenzioni di Dean, come quelle di Kerouac e Pollock. La sfida di Kennedy, l’Empire di Warhol fino alle “Urn” di Weiwei e la tragedia di Palmira. Una lunga rete registrativa che si tesse nel cuore della notte. Non è soltanto il suono di una canzone, ma anche l’abbandono di un tempo nichilista, il risultato di un atto unico, una citazione. L’antologia contemporanea. Il tempo di azzerare la storia.

Donato Arcella

Pubblicato da donatoarcella - spazi.lolli

Non sono un pittore, né un poeta, né uno sportivo, né un cineasta, né un filosofo, ma un espositore. (Arnulf Rainer) Siamo Donato Arcella e Rosangela Martino. Napoli 1976.