Classic Vibe

Io e Daniele ci siamo visti crescere.

Nello stesso parco, balcone di fronte, Casoria. Nati nella seconda metà degli anni 1970, oggi siamo due uomini di mezza età. Abbiamo condiviso Mtv, il grunge, il trip hop, concerti e canzoni. Abbiamo cominciato a suonare insieme a casa di Toxi, poi giù la mia cantina, finché anche lui non è giunto nel garage di Francesco.

A 87° Strada, nel ’98, con Street Spirit dei Radiohead, fu magnifico!

La periferia nord di Napoli non è facile; eppure, i venti esterni giunsero anche lì. La cultura indie fu fortissima, concluse un secolo che cominciò con Picasso. Cantante, chitarrista e cantautore, in 30 anni, ha suonato in diverse formazioni come anche da solista. Terzo di tre fratelli, mi ha sempre ringraziato di averlo avviato alle band, ma in tutta sincerità non ricordo, credo che le cose siano avvenute spontaneamente. Invece, se posso, ringrazio Mauro suo padre che mi ha insegnato la fotografia che mi ha accompagnato per tutta la vita, e scoprendo il cinema, mi sono innamorato dei noir americani degli anni ’40 e di Anton Corbijn, il regista dei videoclip di U2 e Depeche Mode.

Ancora oggi, quando scatto in reflex, seguo i consigli di Mauro.

Nel selfie in alto, siamo io e Daniele, nel giardino dove è cresciuta mia moglie, Castellammare di Stabia. Casoria non c’è più, anche Daniele è diventato vesuviano: la Napoli del mito, i luoghi di Dedalo delle Dame. Gli ho voluto regale questa chitarra in vista di una lieta notizia, è una Classic Vibe ’60, suona molto bene, si è messo a provarla spaziando tra Rage Against the Machine, Depeche Mode e Smashing Pumpkins abbiamo parlato di musica e di confronti generazionali, è stato un grande piacere, non ci incontravamo dalle registrazioni di Grumo. La sera prima, con Nunzio, è andato a vedere i Marlene alla Casa della Musica: noto che i “vecchiacci” non si smentiscono.

Io oggi sono Frankenstein o Frankenstin, ne è passata di acqua sotto i ponti. Ogni sera, prima di andare a dormire, ho preso l’abitudine di scrivere, un po’ come faceva Califano. Non scrivo niente di particolare, è quello che leggete.

La vita è fatta di frammenti, di frames, quelli che si raccolgono mentre scorre il film. Si raccolgono sfide e momenti, ma un giorno non è mai uguale all’altro, perciò, lo si può vivere a pieno e in modi diversi, infatti, ho voluto raccontare proprio questo frammento dove l’amicizia è una cosa importante.

Donato

Pubblicato da donatoarcella - spazi.lolli

Non sono un pittore, né un poeta, né uno sportivo, né un cineasta, né un filosofo, ma un espositore. (Arnulf Rainer) Siamo Donato Arcella e Rosangela Martino. Napoli 1976.

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