Raiz o Raiss (come è scritto in’O bbuono e ‘o malamente), al secolo Gennaro Della Volpe, cantante, attore e poeta, è la più grande voce trip hop italiana e non solo, dal tono inconfondibile, è stato ed è il cantante degli Almamegretta, tra le band più iconiche della scena alternative contemporanea.
Oltre ad una lunga e prolifera carriera musicale, dove ha collaborato con artisti del calibro di Lino Cannavacciuolo, Enzo Avitabile, Pino Daniele, Fausto Mesolella e Teresa De Sio lo ritroviamo sul grande e piccolo schermo in veste di attore e compositore, le cui singolari performance hanno saputo conquistarsi un proprio seguito attraverso registi quali Manetti Bros, Farina e Careddu, Vullo e Turturro.
Voce rivoluzionaria del Mediterraneo, con Karmacoma dei Massive Attack (la Scuola di Bristol), Raiz, diventa strumento di un nuovo canto o stasimo, uscendo dal Mar Grande e dal mito, per raggiungere le polis globali.
I suoni quando sono autentici diventano eterni e riconoscono una terra nella sua versione universale raggiungendo qualsiasi orecchio, qualsiasi anima. Non siamo noi a migrare ma i suoni che filtriamo, perché ogni sensibilità sonica ha la possibilità di vibrare nell’aria e ciò che vola non scompare. Questo insegna la grande musica, anche in tempi così strani come i nostri dove Raiss e compagni ancora cantano.
LP come Animamigrante, Sanacore e Lingo fino a collaborazioni come I’ te sento in Pausilypon, Aizamm’ na mana in Black Tarantella e Dago Red rimangono nella propria educazione sia visiva che musicale.
Gli anni più forti dove ho “vissuto” Raiz è stato nel periodo di Mtv beccandolo, alle volte, tra Piazza Bellini e Piazza Dante.
Ha scritto “Il bacio di Brianna” edito dalla Mondadori.
Nella foto dell’articolo, scattata dalla pittrice stabiese Carmen D’Auria con lo smart, ‘o Raiz è in concerto con gli Alma al Parco Colonia Montana di Agerola sopra Castellammare. 28 luglio 2026.
Proprio in questi giorni mi sono fatto un regalo, il vinile di Animamigrante:
“Ce sta troppo rummore troppo casino lascia che ‘o Raiss ti parli da vicino pe te dicere tienelo a mmente chi è ‘o bbuono e chi ‘o malamente…”
Donato Arcella