Dai miei diari: Lila

Ciao Piero, tutto bene?

Poi cerchiamo di organizzarci, intanto ti posto “Lila”, il mio nuovo EP.

Ricordi quando l’anno scorso, al cell, ti dissi che ero in lavorazione ad un nuovo progetto? È questo. Ci sentimmo il giorno dopo che ascoltai il tuo In Vacuo su Spotify, gran bel lavoro, poi l’ho ascoltato bene con le mie sennheiser.

L’idea iniziale era di registrare da Mauro o’ gemello con una band, ma, rimettendomi a sbariare, mi sono accorto che la spesa era complessa. Da tempo, come già sai, registro chitarra e voce; perciò, sono ritornato con piacere in questa modalità, non con le folk, ma con la Fender. Le folk le ho vendute e con il ricavato, e qualche aggiunta, sono andato a registrare in uno studio di Erba (CO). Roba seria.

Metropolitana per Cadorna direzione Canzo-Asso.

Tu mi dirai: ma come sei giunto fino a lì?

Settembre scorso, ad Ascea, ho rincontrato dopo anni Raffaele, un amico metallaro che da un pezzo vive in quelle zone. Gli ho spiegato la situazione e mi ha organizzato la registrazione: grandissimo!!!

Volevo contattarti ma avevamo i tempi strettissimi, abbiamo fatto tutto in un week end di maggio. Mi ha prodotto Riccardo, un giovane fonico che ha lavorato proprio bene.

Quattro pezzi chitarra e voce. Un tot a pezzo.

Mi sono imposto max 2 take a canzone. Bellissimo! Si campa meglio e la cosa viene più spontanea: dimensione happening (insegnamenti di Mario).

Sequenza EP –

Lila; Noir; Selbstdasterllung; Garage.”

Te ne parlo:

Lila

Lila è Napoli, la mia Napoli, la Napoli di Neiwiller e di Gino Ramaglia. Il Centro Storico: l’Acropoli di Atene dove ho studiato, mi sono innamorato, ho sofferto e abbandonato. Dove ho vissuto grandi amicizie e grandi idee, dove mi sono mangiato le migliori pizze e girato cortometraggi. La metropoli che non si sfolla, una babele fatta di artisti, personaggi e turisti. Le sue strade sono un palcoscenico di storia e contemporaneità, non c’è una sola persona che a Napoli non sappia cantare e nonostante questo, è molto difficile dedicargli una buona canzone, ci è riuscito soltanto Pino Daniele… ma Lila già non sei. Ho voluto cercare altro e altro ho trovato, ho voluto conoscere nuovi luoghi e nuove persone, ho sperimentato nuove difficoltà e nuovi accenti. Ultimamente è stata riconosciuta Capitale europea dei giovani: è sempre stata così! Mi sento un po’ come Gaetano che alla fine del film, nel decidere quale nome dare a suo figlio, conservando tutta la sua napoletanità, proseguì il viaggio.

“Non so dirti che, proprio accanto a me, Lila già non c’è.”

Noir

Di questo brano già conosci una versione in acustico.

Il Noir è un bar che si trova nella zona industriale della provincia di Bologna, è aperto 24 ore su 24 ed è frequentato da tutti, come in un vicolo di Venezia c’è il mondo intero. È molto ben assortito, bei tavoli e un ottimo caffè. Mi ha colpito questa sua mondanità, così mi sono immaginato insieme a Pinkey, davanti al bar, a scegliere cosa prendere prima di affrontare la giornata. Ma ancora, è anche il Nicole Cafè, come anche quello all’entrata della Comet dall’altra parte della strada. I “chatsubo” dei film anni ’50, quelli con Robert Mitchum e Gloria Grahame.

È una canzone notturna.

“Amore baciami, guarda in faccia la realtà, siamo qui, io e te, di fronte al bar.”

Selbstdarstellung

Selbstdarstellung in tedesco significa “autopresentazione”. Una parola che ho trovato in “Ultime Tendenze” di Dorfles. Il capitolo comincia: “Forse, in un futuro non troppo lontano, lo storico dell’arte farà una distinzione molto netta […] tra arte pre-concettuale e post-concettuale…”

Sono dell’opinione che a partire dalle grotte di Chauvet, l’Arte, sia una cosa soltanto concettuale. Selb è un brano sulle coscienze e sul fatto che qualsiasi cosa facciamo ci rappresenta. Vi invito a porvi questa domanda: “Se il cuore dell’uomo è ingannevole, esiste qualcuno che potrebbe educare le nostre coscienze? C’è da ragionarci.”

“Ti prego amore proprio adesso, non ho creduto a quello che, dovrebbe essere il successo, di una coscienza e il suo perché.”

Garage

Gàrage è il garàge di Francesco (c’è anche il mio) il sottobosco per eccellenza, la periferia: il capolinea della sopraelevata. Il luogo dove tra Casoria e Casavatore provavo con le band. Promisi a me stesso di scrivere una canzone che, qualsiasi sia stato il significato, l’avrei chiamata così. L’ho scritta con la tecnica del cut-up, come anche Selb. È divisa in tre momenti: figlia nubile; donna nubile; moglie amabile. Potrebbe essere il percorso di una donna verso il matrimonio: un ragazzo conosce una ragazza (una figlia), gli chiede di seguirlo e lei accetta (perciò donna). Da donna – Moglie. Dura un paio di minuti, è il mio piccolo gioiellino raw, se un giorno registrerò un nuovo brano con una band sarà proprio questo.

“Dimmi cosa vuoi, credimi, non so niente! Figlia nubile, getta via qualsiasi cosa per me.”

Abbiamo registrato in sovraincisioni: sentirai due chitarre che fanno la stessa cosa e la voce (senza click). Oltre all’ultima capitale del rock, Seattle, mi sono ispirato anche a Nek, Grignani e Chris Isaak.

Blue Hotel è un capolavoro!

Agostino è il fotografo che ha realizzato la cover dell’EP, la puoi vedere sopra, sono nel mio garage.

Lila non lo stamperò, mi risparmio un delirio, è tutto in rete.

Concludo.

Caro Piero, il progetto Negli spazi del Lolli si è ampliato in questo blog e le canzoni che scrivo sono un diario di appunti chitarra e voce. Nei diari è così, si scrive di getto e le cose nascono nude.

Al momento l’ho pubblicato su SoundCloud e postato qui, poi vedrò di pubblicarlo su YouTube e magari su Spotify.

(La rete si mangia i millisecondi)

In particolar modo ringrazio Rosy, la mia roadie forever (miss pazienza). Ti prego apprezza lo sforzo, è stata una bella avventura.

Buon ascolto e a presto.

Donato

(foto Agostino D’Amato)

Pubblicato da donatoarcella - spazi.lolli

Non sono un pittore, né un poeta, né uno sportivo, né un cineasta, né un filosofo, ma un espositore. (Arnulf Rainer) Siamo Donato Arcella e Rosangela Martino. Napoli 1976.

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