Dai miei diari: Noir (acoustic version)

Siamo qui, fermiamoci al Noir.
Guarda quel tir, trema la città.
Chilometri, quanta gente qui al Noir.
Tra le ninfee, tu seduta in fondo al bar.
C’è tutto qui al Noir.
Tu seduta in fondo al bar.
Siamo qui, fermiamoci al Noir
Chiedo a Chi già conosce la città.
Colazione qui al Noir.
Già mattino qui al Noir.
Amore baciami, guarda in faccia la realtà.
Siamo qui, io e te di fronte al bar.
C’è la tivù, così grande qui al Noir.
E’ già mattino qui al Noir.
Io e te di fronte al bar.
Colazione qui al Noir.
Io e te di fronte al bar.
Io e te di fronte al bar.
Io e te di fronte al bar.
Io e te di fronte al bar.

Dai miei diari: Ti rifiuto ti riciclo

Nomenclatura – Koala overdrive

generale: www = World Wide Web; ciber spazio; Extranet, Intranet; rete = web; bounce; browser = navigatore, crawler; do minio; nome di dominio = domain name; codice di accesso = password; codice uten te; motore di ricerca; navigazione = sur fing; pagina web, home page, bookmark = segnalibro, banner; collegamento link; applet; HTML (Hypertext Markup Language); ipertesto; Java; portale; cookie; ser ver client; hosting; housing;

comunicazioni: collegamento = connes sione; on line off line; linea dedicata → linea commutata = dial up; larghezza di banda = bandwidth; backbone; provider = fornitore di accesso; ISP (Internet Service Provider); POP (Point of Presence) = Punto di accesso; HTTP (Hypertext Transfer Pro tocol); ISDN (Integrated Services Digital Network); ADSL (Asymmetric Digital Sub- scriber Line); WAP (Wireless Application Protocol); indirizzo (Internet); URL (Uni- versal Resource Locator); TCP/IP (Tran smission Control Protocol/Internet Proto col); IP protocollo Internet; FTP (File Transfer Protocol); Telnet; firewall; bridge, gateway, CGI (Common Gate Interface), PERL (Practical Extraction and Report Lan guage); sito; mirror;

posta elettronica = e-mail; casella (di posta elettronica) mailbox; indirizzo (di posta elettronica); chiocciola = a commer – ciale = at; punto = dot; barra = slash; bar- ra inversa = backslash; trattino basso = un- derscore, dash; cancelletto = pound; mes- saggio; allegato = attachment; risposta = reply, inoltro forward, cestino trash; = chat; chat room; mailing list; news group gruppo di discussione; BBS (Bulletin Board Service); e-groups; FAQ (Frequently Asked Questions); lurking; netiquette; emoticon = faccina; junk mail; spamming; bombing; flaming; usenet;

e-business, e-commerce = commercio elet – tronico; B2B (Business to Business); home banking; trading on line; telelavoro;

persone: webmaster, amministratore di

rete, analista web, programmatore Java/PERL/HTML, web designer; moderato re di lista; hacker;

azioni: accedere (a), connettersi (a), collegarsi (a), scollegarsi (da); disconnet tersi (da), navigare, allegare; inviare, cifra- re=crittare decifrare = decrittare; inol- trare; download = scaricare (da) → upload = caricare (su).

loZingarelli

Opera di Artur Bordalo

(ph. donato arcella)

Dai miei diari: L’Attore

1999/00

Fu una delle prime esperienze come fotografo di scena, ne avevo avute altre, ma questa mi piacque particolarmente, chissà, forse il teatro, il luogo, gli amici. Daniele e Toxi mi vennero a prendere a Campi Flegrei. Ancora in Accademia, mi ingaggiò Gennaro (un altro Gennaro), mi vedeva sempre con in mano una reflex e allora mi disse – perché non vieni a farmi le foto?

Teatro Spazio Libero – P.zza Amedeo – Napoli.

Sono convinto che questi piccoli teatri venivano allestiti ancora con una memoria da Cabaret Voltaire. Avevo una Ricoh manuale che comprai da Somma, non ricordo Slao che fine gli fece fare. Il teatro si trovava in fondo ad una strada sopra la piazza che, uscendo dalla metropolitana, nel senso opposto, ti imbattevi nella lunga e fastosa Via dei Mille. Via dei Mille mi ha sempre dato un’impressione da Belle Époque perciò, tra teatro, fotografia e Belle Époque stavo vivendo un sogno. All’epoca Gennaro, ancora studente, cominciava a farsi conoscere come attore e regista teatrale, era uno di quei pochi che batteva ancora chiodo sulla tradizione e indimenticabili saranno i suoi pulcinella. In questo spettacolo, scritto proprio da lui, ricordo che esprimeva la figura dell’attore nella sua persona, nel suo dramma e nel suo rapporto con il pubblico. Per la prima mancava ancora qualche ora, allora, con la metro, giunsi a Mergellina per farmi un giro. Nel tragitto mi venne in mente Anna, una bella ragazza, la cugina di Emiliana, che poco tempo prima frequentavo e che mi diceva sempre di volersi iscrivere alla facoltà di Storia. Finito questo piccolo giro “malinconico”, tra ricordi e Ottocento, tornai in teatro e vidi Gennaro che stava ancora provando. Uno degli attori, si sedette come un disperato proprio al centro del palcoscenico e, immerso in una fortissima luce rossa, lo immortalai. Quando la vide Michele disse subito che era da locandina, mi incoraggiò. Non esiste una sola cosa che a teatro non sia performance. Ricordo ancora le partacce di Emmanuele quando montavamo i video.

-Racconti di un teatro di guerra-

Napoli è una performance, ha un DNA particolare assai !!!

Credo che qualsiasi manifestazione artistica che nasca in questa città, deve pagare un debito al Teatro dei Corelli a partire dal Principe. A Napoli non esiste forma artistica che non passi dal teatro, qui tutto è teatrale, le signore ancora parlano dai balconi. Il grido (non certo quello nichilista di Munch), a Napoli, non è un urlo, è una nota, per questo abbiamo i miti. Ho conosciuto il teatro dei pupi e delle marionette dei Corelli e forse, proprio qui, ho capito la performance di Totò nel film di Steno. In un appartamento situato nella periferia di Napoli, Enzo, custodiva il patrimonio dei Corelli. Il maestro Nicola, suo padre, l’ho visto soltanto una volta al Palazzo Maddaloni.

Tutti quei pupi ammassati con tanto ordine e maestria, sembravano le scenografie di Le Voci di Dentro. Andavo spesso a trovarlo con Mario Comix e stavamo ore a parlare di scenografia e di quanti personaggi, tra cui Totò e Nino Taranto, avessero attraversato questa compagnia. Vi assicuro che è una realtà particolare, totalmente surreale, talmente tale che l’iperrealismo contemporaneo avrebbe qualche difficoltà a guardarlo. Tutto si muove, ad ogni passo, quei fili, scompaiono. Nei lunghi discorsi, quei pupi ci guardavano, ci osservavano nella piena coscienza di una grande storia, non sommersa, perché i Corelli sono ancora una realtà di grande rispetto, però, credo che dalla Storia potrebbero avere più soddisfazione.

Sparavierze

Totò e Peppino stanno diventando una risata antica e Zi’ Nicola, Sparavierze, non ha ancora acceso il biancale verde. Non stiamo guardo indietro, ma molto indietro: lo sceicco Auda disse a Lawrence che “Il mondo diventa sempre più grande a mano a mano che torniamo indietro“. In un presente così vasto non so dove mettere le mani e i ricordi, se non ben documentati, sfocano nel mito e per questo non rimane niente. Un ottimo processo contro la nostalgia!

In fondo io faccio sempre lo stesso spettacolo, è il mio modo di mettermi contro-tempo. Dobbiamo star dentro la nostra opera con un tempo diverso da quello che ci viene imposto dall’esterno. Se fossimo solo determinati dall’esterno saremmo già completamente folli, cioè fuori da qualsiasi possibilità razionale di comunicazione.” (A. Neiwiller)

Siamo nella pagina di diario, una citazione da L’altro sguardo di Neiwiller di Grieco:

Antonio negli ultimi tempi della sua vita diceva spesso di voler formare una biblioteca essenziale che doveva essere contenuta in un piccolo baule, sì da poterla portare con sé nei futuri spostamenti. Pensava in qualche modo ad una specie di arca personale. Evidentemente sentiva l’incombere di tempi cupi, come quelli nei quali ci stiamo progressivamente immergendo, e cercava, quasi disperatamente, una via di salvezza, uno scampo, una fuga. Il teatro clandestino. Un luogo dove fosse possibile “rifondare”.

Su quel palcoscenico il sipario è chiuso, ma dietro, per certo, c’è sempre un laboratorio.

Donato Arcella

Dai miei diari: Savana

Come ogni anno ad Imola si svolge “Imola in Musica”, una bella manifestazione dove la città si riempie di musicisti e band che trovi ad ogni angolo.

E’ simpatico il fatto che nei backstage o durante il soundcheck trovi nomi grossi del panorama, che, facilmente avvicinabili, li riesci a fotografare o a sentirli mentre provano.

Comunque –

Non corro dietro alle superstar, mi piacciono quelle cose un po’ più nascoste o diremmo “alternative”, difatti, con amici, verso il castello sforzesco, mi sono imbattuto in una performance dei Savana Funk.

Wow !!!

(foto dal web)

Dai miei diari: Hyele

I ricordi sono miti, non muoiono mai, in pochi minuti scorre tutta una storia.

Si chiamava Margherita, insieme a Manuela erano le più belle di Ascea. Si, non erano le uniche: Velia, Betta, Sara, Tonia tutte bellissime! Ma Manuela e Margherita sulle spiagge, al tramonto, spiccavano con i loro sorrisi colorati. Erano amate e sospirate, sincere e rockettare, le riconoscevi ovunque. Le cercavamo. Stavano sempre insieme. Le amiche di sempre. Dove c’erano le chitarre c’erano loro, dove c’era la musica c’erano anche loro. Ballavano sui riff più graffianti. Anche nelle discussioni erano bellissime. Ispiratrici d’arte, qualcuna con i capelli viola, chiedevano di band e cantanti, conoscevano tutte le canzoni. Poi hanno cominciato a lavorare, sono diventate mamme, perciò sempre bellissime! In quel tramonto rosso cilentano, c’è il sorriso di Margherita, la donna che abitava la Torre di Velia. In quel tramonto c’è un pensiero sonico, di estati favolose in terra greca. C’è il pensiero di un mito, di una favola per sempre.

Donato Arcella

La chitarrista

Imola in Musica 2016

Avevano un sapore hendrixiano, almeno per come li ho recepiti, la chitarrista era un fenomeno! I suoni riempivano l’intera piazza di potenza ed eleganza. Purtroppo non sono riuscito a sapere chi fossero né ho avuto modo di trovarli nel programma.

Finché…

Dopo tanta ricerca ho scoperto che non era una band (forse i Kozmic Floor), ma una chitarrista e il suo nome è Silvia Zaniboni, di Ferrara.

Donato Arcella