Cosa c’è in quel rumore?

Per me questa è l’unica performance possibile, io e la Fender, dietro al microfono dove il rumore è soltanto mio. Che sia una cover o un pezzo originale non importa, l’importante che sia rumore. Mi stordisce, lenisce il dolore, forse mi distrae dal mondo. Mi spinge a scrivere piccoli racconti metafisici. Selbstdasterllung dal tedesco staContinua a leggere “Cosa c’è in quel rumore?”

Car crash

In questa performance erano coinvolte quattro persone, un uomo e una donna, e poi la moglie di Oldenburg, Patty Muschinski, un’attrice meravigliosa. Io recitavo nel ruolo della automobile. Ero una macchina grande e argentata. Indossavo un impermeabile che avevo dipinto con lo spray d’argento e una cuffia da bagno anche quella dipinta d’argento. Avevo un make-upContinua a leggere “Car crash”

Alpha 60

Questa è una lettera surrealista! Niente è più surreale di una lettera. “Ho il presentimento che lei aspetti che io dica qualcosa. Si! Non so che dire. Sono delle parole che io non conosco. Non me le hanno insegnate.” (Alphaville) Dal progetto Il sogno di Isak. Donato Arcella (Frames da “Alphaville” di Jean-Luc Godard. Francia/ItaliaContinua a leggere “Alpha 60”

Storia dell’alternative rock 1990

Unità didattica sull’alternative rock dal 1991 ai primi anni del 2000. Arte e Immagine. Proff. Donato Arcella e Daniele Migliore. Secondaria di primo grado.”Negli anni ‘90 del Novecento è esistito un complesso di tematiche chiamato alternative, il cui principale veicolo è stato la musica. Ha dato voce ad una particolare generazione influenzando il modo diContinua a leggere “Storia dell’alternative rock 1990”

Graphic Japan

Perché mai essere americani quando gli inventori della modernità hanno osservato il Giappone. La Belle Époque, il momento da cui tutto è partito, era invasa dal giapponismo e questo da Hokusai a Tissot, da Monet a Klimt, una fuga dalla realtà che si è protratta fino a Kurosawa, Gordian, Akira, Ishii e Kitano. Le cittàContinua a leggere “Graphic Japan”