Nana
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alpha 60
Alpha 60
Questa è una lettera surrealista! Niente è più surreale di una lettera. “Ho il presentimento che lei aspetti che io dica qualcosa. Si! Non so che dire. Sono delle parole che io non conosco. Non me le hanno insegnate.” (Alphaville) Dal progetto Il sogno di Isak. Donato Arcella (Frames da “Alphaville” di Jean-Luc Godard. Francia/ItaliaContinua a leggere “Alpha 60”
Spellbound
Questa è una lettera surrealista! Niente è più surreale di una lettera. “Volevo solo girare il primo film di psicoanalisi” (Hitchcock) Dal progetto Il sogno di Isak. Donato Arcella (Frames da “Io ti salverò” di Alfred Hitchcock. USA 1945. Foto TV Donato Arcella)
Il sogno di Isak
La mia ricerca sul cinema. Cerco quei film che in sé hanno scene surreali, ma non film surrealisti, si magari anche questi, più film come Io ti salverò e Alphaville. Quest’ultimo, ad esempio, presenta dei p.p. fortemente surreali, visivi. Scatto nel cinema, fotografo alla TV mentre guardo il film, “estrapolo” i frames, devono essere inContinua a leggere “Il sogno di Isak”
Le Avanguardie
Unità didattica sull’arte del primo Novecento. Cattedra di Arte e Immagine. (La ballerina di Otto Dix)
Il medioevo ellenico
Se esiste un film che ha descritto per certo il medioevo ellenico, è l’Edipo re di Pasolini. Il tempo descritto nel mito, probabilmente, si riferisce alla prima metà di un periodo che intercorre tra il crollo della civiltà micenea e IX secolo a.C., le uniche informazioni di questo tempo, non sono di cronisti, ma diContinua a leggere “Il medioevo ellenico”
No grazie…!
Film del 1982. Soggetto di Massimo Troisi sceneggiato da Lello Arena, con Troisi nella parte di sé stesso e Maddalena Crippa che affianca un Arena azzeccatissimo. Una brillante commedia, un giallo, girato nella Napoli Power di Pino Daniele, James Senese e Tony Esposito. Si muovevano quelle forze che diventeranno Teatri Uniti. Eduardo era ancora vivo,Continua a leggere “No grazie…!”
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Rachael
È soltanto un particolare ma è la stessa scena, me ne sono accorto mentre leggevo un testo di Sgarbi. È come se Deckard avanzasse nelle stanze di un re antico immerso in una luce figlia del deserto. Quella ziqqurrat all’orizzonte è la torre di Babele. Un torpore imperiale, latente di un inconscio indisturbato, lontano: unContinua a leggere “Rachael”