Fuje ‘a chistu paese

In Accademia sono cresciuto con i miti di “Rasoi” e “Teatro di Guerra”. Tra i corridoi passeggiavano personaggi come Capuano, Pisani e Mimmo Iodice. Nell’aula di Mass media c’erano i poster di Carmelo Bene e Metropolis. Al piano superiore, in fondo allo scalone, un intero spazio fu adibito per le performance e tra gli studenti,Continua a leggere “Fuje ‘a chistu paese”

Mundu Rua

Non è un ricordo lontano. In un tempo storico dove imperavano Saviano e i “suoi” A67 e Lucariello, nel sottobosco partenopeo c’erano i Mundu Rua: i cantori della città antica. Mi sono sempre piaciuti i mondi incantati e, ancora legatissimo a Napoli, ero ritornato a studiare il Neoclassicismo, quella ripresa illuminista di un tempo lontano,Continua a leggere “Mundu Rua”

Nei luoghi di Velia

Gli Oleandri… Non so perché, ma Domenico l’ho sempre associato a Mark Arm dei Mudhoney. In quegli anni la cultura Alternative non imperava soltanto nelle città, ma in ogni angolo del globo. In ogni sua forma partoriva modi di vestire, di parlare, di affrontare e conoscere le cose. E’ stata, se posso, un’avanguardia disillusa, verista,Continua a leggere “Nei luoghi di Velia”

Il laboratorio di Giannino

Giannino è un uomo di circa 70 anni, cilentano, ma partenopeo di adozione. È un ingegnere mancato, talentuoso in tutto ciò che è meccanico con una grande passione per l’informatica, non l’informatica dei software, ma quella degli hardware che smonta e monta come se nulla fosse. Ciò che vedete nella foto in alto è ilContinua a leggere “Il laboratorio di Giannino”

Lollapalooza

Neanche Perry Farrell poteva immaginare che in quelle periferie sperdute del Mediterraneo, i suoni d’Oltreoceano avrebbero fatto “ballare” anche Sironi. Non ricordavo Daniele, appena sedicenne, già padrone del palco: magnifico! Un vero e proprio frontman, tra me e Ottavio, mentre si esibiva con il suo giubbino di pelle.Nella foto qui sopra, che molto probabilmente scattòContinua a leggere “Lollapalooza”

F.T.LOW

Quando grattavo il plettro sulle corde il suono che ne usciva sembrava quello di una betoniera della Calcobit. “Ciò che mi resta” è una canzone che scrissi quando avevo circa 17-18 anni. Mi piaceva una ragazza del Parco che non corrispondeva i miei sospiri, oltre questo, all’università le cose non andavano bene e nonostante gliContinua a leggere “F.T.LOW”

Vinileviola

Vinileviola – Seconda Fondazione è stata una storia rock. La storia che mi ha fatto ritornare alla chitarra che, da un bel po’, avevo dimenticato e da questa esperienza è ripartita non fermandosi più.Gli anni pesaresi sono stati anni di transito, posso dire che in quel periodo sono cresciuto, ho imparato a vivere da solo,Continua a leggere “Vinileviola”

Gradini a Sé

Un’occasione come un’altra per essere visionari. Era un bel pomeriggio d’estate, anno 1998, Angelo e Giovanna mi vennero a prendere a Napoli P.zza Garibaldi per portarmi a Salerno. Li aspettavo con l’amplificatore di Daniela e la mia chitarra blu. Nanni mi prestò lo Zoom e Marylù mi aveva appena spezzato il cuore. Avevano organizzato unaContinua a leggere “Gradini a Sé”

Gennà

Erano gli anni in cui la parola ” Underground ” aveva un peso: ricordo che c’erano quelli di “Ritmi Urbani”.Con la scomparsa di Gennaro si è concluso tutto un periodo, un pezzo di realtà che ha vissuto il suo programma, la sua avventura e i suoi eroi. Discussioni sull’arte, sull’amicizia e il futuro. Le mostre,Continua a leggere “Gennà”

Mario un pesce fuor d’acqua

È semplicemente un diario, un ricordo sgrammaticato di tanti anni fa, una posse tanto lontana neanche fosse un mito, ma è storia, la visione di un’amicizia e di cosa sono state per me le Arti Visive.A Napoli eravamo sulla bocca di tutti così il Centro Santa Sofia ci mandò una regista a girarci un video.Continua a leggere “Mario un pesce fuor d’acqua”