Anne

So io cosa ti piace! Però, come cucina la signora, cibi così lo sanno fare solo le donne del Texas. Che barba! Voi del Texas non sapete parlare altro che del Texas.” (Walk on the Wild Side)

Dal progetto Il sogno di Isak.

Donato Arcella

(Frames dai film di Edward Dmytryk. USA/UK 1949-62. Foto TV Donato Arcella)

Alpha 60

Questa è una lettera surrealista! Niente è più surreale di una lettera.

Ho il presentimento che lei aspetti che io dica qualcosa. Si! Non so che dire. Sono delle parole che io non conosco. Non me le hanno insegnate.” (Alphaville)

Dal progetto Il sogno di Isak.

Donato Arcella

(Frames da “Alphaville” di Jean-Luc Godard. Francia/Italia 1965. Foto TV Donato Arcella)

Spellbound

Questa è una lettera surrealista! Niente è più surreale di una lettera.

Volevo solo girare il primo film di psicoanalisi” (Hitchcock)

Dal progetto Il sogno di Isak.

Donato Arcella

(Frames da “Io ti salverò” di Alfred Hitchcock. USA 1945. Foto TV Donato Arcella)

Il sogno di Isak

La mia ricerca sul cinema.

Cerco quei film che in sé hanno scene surreali, ma non film surrealisti, si magari anche questi, più film come Io ti salverò e Alphaville. Quest’ultimo, ad esempio, presenta dei p.p. fortemente surreali, visivi. Scatto nel cinema, fotografo alla TV mentre guardo il film, “estrapolo” i frames, devono essere in bn. È la mia indagine sul cinema e sulla vita, un’indagine del tutto affettiva. Il film è una vita che scorre, un torrente che sappiamo essere sia bello che amaro, cerco di coglierne i fotogrammi: i frammenti.

L’opera che inizia questa indagine è Il posto delle fragole, una pellicola sul tema del ricordo. Ho trovato il DVD in una remota fumetteria mentre ero a zonzo per la città, mi piace andarmene in giro e trovare queste realtà ancora squisitamente underground. Ho chiamato il progetto: Il sogno di Isak.

Isak Borg è il protagonista di questo film –

Il posto delle fragole è un film sui ricordi, l’eterna nostalgia della giovinezza, il tempo semplice, il tempo felice, il tempo di Dio. Invece la maturità è strana, è nichilista, è lo stato che domina il nostro tempo o che almeno ha dominato il ‘900 e che non contiene il ricordo, ma il sogno bizzarro e analitico della vita e della morte. Ma quest’ultima non ha l’ultima parola. Viviamo di eterna giovinezza perché è la malinconia che ci portiamo dentro, e se i sogni del nostro presente sono disturbati, ecco che i ricordi, più dei sogni, li viviamo nel nostro tempo voluto ad effetto REM. Ma più andiamo avanti più questi diventano ideali e allora irraggiungibili, imparagonabili. Gli inizi sono spontanei, sempre, poi si raffinano e tutto scivola, infatti, prima di addormentarci poggiamo la testa sui tempi della spontaneità, quelli che abbiamo vissuto, quelli che ci rendono felici, poi, questi svaniscono nel nulla di un mondo senza lancette, inquieti, spiazzanti in un luogo non voluto.

Donato Arcella

(Frames da “Il posto delle fragole” di Ingmar Bergman. Svezia 1957. Foto TV Donato Arcella)

Storia dell’alternative rock 1990

Unità didattica sull'alternative rock dal 1991 ai primi anni del 2000. Arte e Immagine. Proff. Donato Arcella e Daniele Migliore. Secondaria di primo grado.

"Negli anni ‘90 del Novecento è esistito un complesso di tematiche chiamato alternative, il cui principale veicolo è stato la musica. Ha dato voce ad una particolare generazione influenzando il modo di vestirsi, di associarsi e di condividere, tutto era dettato da media come fanzine e Mtv. Non era più questione di far parte di una band, ma di collettivi, new tribes dall’estetica do it yourself, un atteggiamento preso a prestito dal punk rock dove essere indie, cioè indipendenti, significava esistere in qualcosa. Una cultura dal "basso futuro" che, fatta di videoclip, CD, Converse All Star e demotape scalò le classifiche del mainstream."

(Cover da ‘SUBPOP video network program 1‘)

MaMbo

Questa è una lettera surrealista! Niente è più surreale di una lettera, una lettera è una cosa misteriosa, perciò: opera d’arte.

Accostamento totale mai fine a sé stesso. E’ questa la prossima unità di misura del genere umano. Umano dove umano non è possibile“.

Donato Arcella

(Opera di Kipras Dubauskas, foto di Donato Arcella)