Dai miei diari: Pluton Day

Frammenti – 08/02/2010 Questi erano i Pluton Day, non ho mai saputo il perché di questo nome, facevano cover di un periodo molto preciso della storia del rock: i woodstockiani. Erano giovanissimi! Ricordo Nicolò, voce e armonica, Luigi alla batteria e una cantante che eseguiva Piece of my Heart di Janis Joplin niente male. IlContinua a leggere “Dai miei diari: Pluton Day”

Inventiamo una banconota

Gli autori dell’opera che vedete qui sopra sono stati i tre nerd della classe di Valentina. Un bel giorno, nelle magnifiche ore buca (e non scherzo), dove mai manca una pausa caffè Ai Giardini o al Grillo, scorrendo su Nuvola, mi accorgo delle scadenze prossime dei Fest proposti dalla dirigenza, la cui attuazione progettuale nonContinua a leggere “Inventiamo una banconota”

Pass

Studio di un videoclip mai realizzato. 19 luglio 2006. Qualche giorno prima, a tavola con Carmen e Roberto, conoscerò mia moglie. Caricando la foto su Flickr è uscita la data di questo scatto. Casoria. Parcheggio della stazione di fronte all’Acciaieria del Sud già archeologia industriale. Io e Stefano saltavamo sul muretto per andare a fareContinua a leggere “Pass”

Tortuga

Figli del Secondo Novecento. Napoli non è mai stata o’ pais ro’ sol, è sempre stata a’ città e’ Maradona! Ammetto che ogni volta che scendo a Napoli mi sento un po’ pirata, ma non come il pirata Morgan, ma come capitan Jack Sparrow. Sono a Castellammare, nella casa dove è cresciuta mia moglie, nonContinua a leggere “Tortuga”

La grande storia del Rock

Una poesia che ha narrato la vita del Secondo Novecento. Stradaiola, sentimentale, tra i motel e le tournée, nei rapporti umani, nei tour bus e in mondi technicolor. Progressive e new wave. Indie e alternative. Una poesia blues e digitale che parla di storie: di padri e di madri, di emozioni e adolescenti, di donne,Continua a leggere “La grande storia del Rock”

Garage

Più dei chatsubo c’erano i garage, è qui che nasceva tutto, i luoghi dove si mettono le macchine. Gàrage è il garàge di Francesco (c’è anche il mio) il sottobosco per eccellenza, la periferia: il capolinea della sopraelevata. Il luogo dove tra Casoria e Casavatore provavo con le band. Promisi a me stesso di scrivere una canzoneContinua a leggere “Garage”