Dai miei diari: Ladies

Alla fine degli anni ’40 e inizi ’50, prima di James Dean, il cinema americano, nei bn di Dmytryk e Hitchcock, raccontava una nuova generazione di donne, lontane dagli stereotipi, in un’immagine oltre, che si emancipava su versanti più introspettivi, stati ineffabili e tormenti sconosciuti: le dark ladies.

Avevano visto e vissuto troppo, moderne, lontane dalle frivolezze, guaste. Scettiche. Dei loro traumi ne facevano teatro cinico, angustiate, avevano deciso di non soffrire, ancora pudiche, l’unica morale possibile era l’eleganza.

Blindate davanti agli inferi non cedevano all’ingenuità, dignitose, distrutte dai flashback sospiravano Ofelia.

La bellezza è un talento, ma amate da uomini segnati da troppi insuccessi. Incredibile come in questi film si possa notare, sia in bene che in male, l’indissolubile rapporto o confronto tra uomo e donna.

Chi cade può risorgere, ma in tanta ombra, tra le fobie del tempo, oggi, sono donne lontane. Ma anche se dimenticate nell’attualità indifferente, per certo non muoiono e camminano, ancora fuoriclasse, distinte, in un mondo che non c’è più.

Donato Arcella

Dai miei diari: 240 Years…

Venti d’Oltreoceano –

Dopo il 2000 -_

I Black Keys sono di qualche anno più piccoli di me, usciti nel 2002, li ho scoperti un po’ più tardi. Ho cominciato ad ascoltarli lontano dalla fase “fan”, perciò, in un rapporto gen X, comunque esaltante, in un processo però più lento, selettivo, senza stress.

Uno spasso –

Diversi sono gli album che il duo di Akron hanno prodotto e che ancora producono: Rubber Factory, Brothers, El Camino… l’ultimo, Dropout Boogie, ma rimango legato a suoni ed esperienze più vicini a The Big Come Up e Thickfreakness, quest’ultimo in particolare:

suoni e visioni garage; registratore anni 80; distorsioni al fuzz; b/n colore; on the road. Hanno mixato il loro primo LP riascoltandolo sullo stereo di casa –

Michael Carney, il fratello di Patrick Carney:

il “Thorgerson” che ha saputo interpretare visivamente i suoni di Patrick e Dan, il quinto elemento, se non il terzo, che nella musica del duo ha saputo offrire la propria “voce”.

Da insegnante d’arte e artista visivo io stesso, non finirò mai di affermare che il rock è un’arte visuale.

Il lavoro grafico e fotografico di mister Carney, in totale sintonia con i Keys, è scarno, ruvido, essenziale, technicolor (pensiamo a Turn Blue), pubblicitario, garage, indie… è un lavoro al “flash” che inesorabilmente ci aiuta anche nella scelta della loro musica al di là dei preziosissimi consigli di Alexa e YouTube.

Enormi sono gli artisti che nel corso della storia hanno ampliato il discorso del pop e del rock: Corbijn, Mick Rock, Wenders… e così anche Michael Carney nel suo stile sempre vario.

La saggistica scrive 24.000 libri su una sola opera, ma sono dell’idea, contestabile, che i libri di storia dell’arte dovrebbero essere di sole immagini come i booklet.

Michael ha la stessa “voce” di 240 Years Before Your Time, una sospensione over profonda e lontana dove basta veramente poco per comprendere che il cervello, quando vuole, raddrizza tutto quello che gli occhi vedono:

una nuova storia.

Una voce dal basso come 240 Years…, non può che essere captata soltanto da stazioni molto particolari: guai se andasse in mani sbagliate!   

Se nuovo è il “suono”, nuova è l’idea e idee e voci non possono far altro che sintonizzarsi su parametri personali, c’è il dibattito, ma poi ciò che conta è il discorso, che non sempre può piacere.

Non parlatemi di estetica ma di etica e se c’è da evitare qualcosa credo sia giusto farlo.

Non è il mezzo né la tecnica, non sono le arti ma l’Arte che narrativa, concettuale o astratta è comunque pensiero…

l’importante è assumersene la responsabilità.

Donato Arcella

Il Cinquecento

Didattica –

“È come se Raffaello perfezionasse ciò che è già perfetto”. (V. Sgarbi)

PPTX- Secondaria primo grado

Il Cinquecento; Leonardo; La Dama con l’ermellino; L’uomo vitruviano; Un euro; Ultima cena; L’opera che scompare; La Gioconda; Monna Lisa Gherardini; Lo sfumato leonardesco; Ponte Buriano; Immagine; Michelangelo; David; La Pietà; Senza dolore e senza età; Vesperbild; La Cappella Sistina; Una sinfonia di forme e colori; Un volume scultoreo; Creazione di Adamo; Un vuoto eloquente; Giudizio Universale; Un gesto inappellabile; La pelle di Bartolomeo; Eredità michelangiolesche; Neoclassico; Pop music; Michelangelo a Shanghai; Raffaello; Armonia e profondità; Perugino vs Raffaello; Tra Leonardo e Michelangelo; Dolcezza ed eleganza; Ispirazione classica; Stanza della Segnatura; La Scuola di Atene; Tutta la sapienza in un affresco; La scuola veneziana; Giorgione; Tiziano; Deposizione nel sepolcro; Il teatro del Palladio; Il teatro delle illusioni; Scenografia; Fine dell’equilibrio; Pontormo; Giulio Romano; Tintoretto; Allucinazione; Giorgio Vasari; Bibliografia –

Donato Arcella

SMS

Il suo sguardo alla ricerca d sé.

Pensieri assordanti, nella sua mente, che affollano una realtà sterile e viscerale.

Dove vi dirigete Entità che calpestate le strade rumorose?

La sua immaginazione la trasporta verso anime fluttuanti che rallegrano chi nn riesce a vivere.

Ha capito ed ora agisce, ha bisogno di cogliere il tempo giusto, chi può capire questo frastuono?

Il tempo scorre e si combatte per essere migliori.

Cosa cerchi?

Lei ha trovato e seguirà la vera vita.

Rosangela Martino

Dai miei diari: Carrozza –

Pinkey è sola e in quella zona non ci resta più…

“EP”: Carrozza di Terza Classe; Immaginario; La tempesta di Ehrensvärd; Linea Esterna.

…parte da Napoli P.zza Garibaldi e muore a Castellammare di Stabia, è una linea esterna alle città, costeggia il mare.
Quando c’è il sole tutto diventa blu, quando c’è tempesta è come se le carrozze attraversassero le onde.
È un treno raro, luoghi e personaggi sono Immaginari.

Donato Arcella

Immaginario

Nanni sai. Non importa.
Quanta gente con il tempo è andata via?

Nanni ormai. Ogni volta.
Tra le strade c’è silenzio di fobie.

Che cosa mai sarà?
Di notte quale avida realtà?
È scomparso quel pittore di città.

Nanni sai se ti importa.
Scotta il sole scotta il sole qui in città.
Che cosa mi dirai quando per caso mi rincontrerai?
Dall’esterno cerco un’altra Verità.

Nanni sai… Nanni ormai…

Anna

Magnifica!

Adamo non era lo “scemo” che correva nudo nel giardino, al contrario, nella sua lucidità non fu ferito da nessun inganno e nella piena consapevolezza di ciò che accadde: ci vendette al mondo.

Nonostante sia stata letta e approfondita da storici e intellettuali, non sono pochi a ritenere, la Bibbia, un libro di miti e preghiere, quando invece è un libro di Storia. Oltre a narrare di popoli, regni e città come di guerre, assedi e deportazioni, i racconti che scorrono, vedono l’uomo principalmente nel suo rapporto con Dio, un’amicizia che Dio stesso ha cercato e che da qui ha delineato il suo proposito.

In questo abbiamo le donne: grandi storie di profetesse, regine e mogli ma anche di madri, vedove e concubine. Le figlie degli uomini.

Le figlie di Dio!

Una figura che mi colpisce è Anna, madre di Samuele il nazireo, il profeta che ungerà i primi due re di Israele: Saul e David.

Anna, moglie di Elcàna, era sterile, per questo vessata da Penìnna, l’altra moglie di Elcàna.

Ogni anno si recavano al tabernacolo di Silo e Anna, gravata dalla sua condizione, pregò Dio intensamente. Ascoltata, gli fu aperto il seno e poco dopo ebbe Samuele.

Era usanza nell’antico Israele lodare Iah con canti e danze. Miriam, sorella di Aronne, sull’altra sponda del Mar Rosso, danzò in risposta agli uomini il canto di Mosè. E Debora, con Barac il condottiero, dopo la sconfitta di Iàbin e Sìsera, compose e intonò una lode di vittoria.

Anche re David, con indosso un efod di lino, nel riportare l’Arca del vero Dio in Sion, danzava e saltava con energia incontenibile.

Non si riporta una danza di Anna, ma soltanto la sua preghiera, però, in quel “canto”, mi piace pensarla danzante quale figlia espressiva nel conforto di un Padre.

Così, in un unico piano sequenza di ispirazione pittorialista, Silvia, diventa il pensiero e il sentimento di Hannah, che, radiata dal sole, su un brano di Dvorak, canta a Colui che si rivelò ad Abraamo, Isacco e Giacobbe.

Donato Arcella